Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo e vicepresidente regionale dell’associazione, ha rilanciato con forza il ruolo delle zone meno costiere e più nascoste del nostro Paese. Durante il convegno organizzato da Confturismo-Confcommercio nella Capitale, intitolato “Turismo è territorio”, la leader degli albergatori ha tracciato una rotta chiara per il futuro del comparto. Secondo la sua analisi le aree interne non rappresentano più territori marginali, ma costituiscono il vero motore per lo sviluppo del settore turistico nazionale.
Il valore inestimabile dei piccoli borghi
L’Italia possiede una ricchezza diffusa che sfugge alle logiche del turismo di massa tradizionale. «L’Italia custodisce un patrimonio che nessuno può copiare», ha dichiarato Di Stefano nel corso del suo intervento. I piccoli centri e i borghi storici formano infatti più del 70% dei comuni italiani. Queste località suscitano l’ammirazione dei viaggiatori internazionali e offrono un’identità autentica che una semplice camera d’albergo non riesce a trasmettere. I visitatori moderni cercano proprio questa autenticità, premiando le destinazioni capaci di proporre esperienze uniche.
I numeri di un settore in forte espansione
Le statistiche confermano questa tendenza in modo inequivocabile. Il turismo legato all’enogastronomia e alla scoperta del territorio genera un volume d’affari pari a 12,6 miliardi di euro. Il settore registra una crescita costante del 9%, totalizzando 760 mila arrivi e ben 2,4 milioni di pernottamenti. Il profilo del turista tipo rivela un viaggiatore più giovane rispetto al passato, fortemente propenso all’uso degli strumenti digitali e dotato di una maggiore disponibilità economica. La spesa media giornaliera si attesta infatti sui 155 euro. Negli ultimi dieci anni questo specifico segmento di mercato ha vissuto un’espansione straordinaria, con un incremento del 176%.
Il modello Madonie e l’importanza di creare reti
Per valorizzare appieno questo potenziale bisogna superare l’isolamento delle singole imprese. «Serve comunque costruire reti, creare destinazioni, non isolare le imprese», ha sottolineato la presidente di Federalberghi Palermo. Il caso delle Madonie rappresenta un esempio virtuoso di questo approccio. In quel territorio gli investimenti non hanno riguardato soltanto la costruzione di nuove strutture ricettive, ma hanno abbracciato una visione complessiva. Il progetto ha coinvolto la cultura, la ristorazione legata alle tradizioni locali, l’organizzazione di eventi e la promozione dell’ospitalità diffusa. Di Stefano ha concluso ribadendo la necessità di considerare le aree interne come una vera e propria infrastruttura strategica per il turismo italiano del prossimo decennio.