Rivolta al Bodenza, la dura denuncia della Cgil sulle politiche nazionali

Pubblicato il 5 Luglio 2026 da Letto da 2.151 utenti

La sommossa che sabato 4 luglio ha infiammato la Casa Circondariale Luigi Bodenza di Enna continua a stimolare forti reazioni nel panorama politico e sociale. La Funzione Pubblica Cgil interviene sull’episodio attraverso una nota ufficiale e definisce l’accaduto il sintomo inequivocabile di un sistema penitenziario al collasso. Il segretario generale della Fp Cgil ennese Alfredo Schilirò ha diffuso un comunicato stampa per analizzare le cause profonde dell’emergenza. Il rappresentante sindacale punta il dito contro le mancanze dell’esecutivo e descrive i disordini come la «rappresentazione plastica» del deterioramento in cui versano le strutture detentive italiane. Schilirò sottolinea come il governo non abbia elaborato soluzioni strutturali all’altezza della situazione attuale, limitandosi invece a proporre semplici «spot elettorali».

La carenza di organico e la richiesta di nuove assunzioni

Il richiamo alla necessità di figure professionali per la rieducazione

L’analisi dell’organizzazione sindacale si sposta poi sulle gravi lacune che affliggono quotidianamente i lavoratori dietro le sbarre. La situazione degli istituti penitenziari ennesi riflette in pieno la crisi nazionale e rende indispensabile un intervento rapido. Il segretario sollecita un piano mirato per rimpinguare i ranghi della Polizia penitenziaria, che oggi opera in condizioni di forte stress operativo. La richiesta del sindacato non si ferma agli agenti in divisa, ma abbraccia tutte quelle figure indispensabili per il recupero dei detenuti. Schilirò evidenzia infatti la necessità di inserire educatori, psicologi, insegnanti e animatori. Questo innesto di personale qualificato servirebbe a prevenire i reati e a favorire il reinserimento sociale, creando una rete di supporto molto più solida.

L’appello per una strategia integrata e investimenti concreti

Le critiche ai decreti populisti e la visione per il futuro del sistema

Un approccio esclusivamente repressivo non convince affatto la Cgil, che invoca una visione più ampia e articolata del problema. Affidarsi unicamente al fattore sicurezza rischia di ingolfare un ingranaggio già fortemente compromesso. Il comunicato stampa mette in guardia contro l’emissione di decreti sicurezza dettati dal populismo, che ignorano le ricadute reali sui dipendenti e sulle infrastrutture. Il sindacato chiede quindi di affiancare l’azione di magistratura e forze dell’ordine con il supporto vitale di famiglie, scuole e università. Serve una strategia integrata capace di affrontare le radici del disagio sociale. La nota si chiude con un appello accorato al Governo affinché metta in campo risorse economiche significative, finanziando un piano di assunzioni straordinario per tutte le professionalità attive dentro e fuori i penitenziari.

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