Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e applicazione del braccialetto elettronico per un cittadino residente a Piazza Armerina. Gli agenti del locale commissariato di Pubblica Sicurezza hanno dato esecuzione nelle scorse ore a un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna. Il provvedimento è scattato su precisa richiesta della Procura della Repubblica per mettere un freno a una delicata situazione di stalking.
Il coraggio di denunciare gli atti persecutori
La vicenda processuale prende forma grazie alla decisione di una donna che ha scelto di rivolgersi alle forze dell’ordine per fermare un incubo quotidiano. La vittima si è presentata in commissariato denunciando l’ex coniuge per atti persecutori continui e insostenibili. Gli investigatori hanno raccolto la testimonianza e avviato subito gli accertamenti necessari per tutelare l’incolumità della persona offesa. Le indagini hanno permesso di ricostruire in modo tempestivo un quadro indiziario solido.
Tempismo decisivo a tutela della vittima
In situazioni di questo genere la velocità di reazione del sistema giudiziario risulta fondamentale per evitare conseguenze drammatiche. I fatti denunciati sono stati affrontati con la massima urgenza e con la celerità imposta dai casi da codice rosso. Gli inquirenti hanno trasmesso rapidamente tutti gli elementi investigativi all’Autorità giudiziaria competente. Il giudice ha così ritenuto indispensabile emettere la misura cautelare abbinata al controllo elettronico a distanza per monitorare costantemente i movimenti dell’uomo.
Le garanzie previste dalla legge
Le forze dell’ordine ricordano in ogni caso che l’attuale procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse mosse contro la persona indagata dovranno superare il vaglio delle aule di tribunale. La responsabilità penale potrà essere accertata in via definitiva esclusivamente nel momento in cui dovesse intervenire una sentenza irrevocabile di condanna nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.