A partire da lunedì 29 giugno Enna si trasforma in una vera galleria d’arte a cielo aperto. Le tradizionali luminarie per la festa patronale di Maria Santissima della Visitazione diventano un’installazione artistica di grande impatto visivo. L’ispirazione guarda direttamente al modello delle celebri luci di Salerno, un progetto capace di attrarre flussi costanti di visitatori. L’amministrazione comunale punta in questo modo a unire la devozione religiosa a un forte richiamo turistico per tutto il territorio.
Un percorso luminoso dal Municipio fino alle periferie
L’accensione ufficiale scatterà alle ore 20:30 in punto. Il fulcro iniziale dell’evento sarà la spettacolare galleria luminosa lunga ben cinquanta metri allestita accanto al Municipio. Da questo snodo centrale migliaia di lampadine a tecnologia LED si irradieranno per abbracciare il tessuto urbano in tutta la sua estensione. Questo ambizioso progetto di inclusione visiva coinvolgerà attivamente anche i quartieri di Enna Bassa e la frazione di Pergusa.
Fede e rinnovamento nel cuore del centro storico
Il debutto delle nuove architetture di luce coincide con una giornata cruciale per l’intera comunità ennese. Il 29 giugno segna infatti la solenne apertura in Duomo, l’istante in cui il simulacro della Madonna della Visitazione lascia la Cappella dei Marmi per raggiungere l’altare maggiore. I percorsi luminosi accompagneranno i fedeli per tutta la durata dei festeggiamenti e si snoderanno lungo il cuore antico della città senza mai sostituire le preziose tradizioni locali.
L’impatto sul commercio locale e la visione del sindaco
L’obiettivo strategico dell’intervento riguarda il rilancio concreto del centro storico cittadino. I tracciati luminosi nascono per incoraggiare residenti e turisti a vivere appieno le piazze e i vicoli ennesi, sostenendo di riflesso il tessuto commerciale locale nei giorni di massimo afflusso. L’iniziativa porta la firma del sindaco Mirello Crisafulli, deciso a coniugare il profondo significato spirituale della ricorrenza con un’azione di riqualificazione urbana. «Vogliamo che la festa della Patrona sia un momento di bellezza condivisa, oltre che di fede», ha dichiarato il primo cittadino. Crisafulli ha evidenziato la volontà di restituire alla popolazione una città capace di stupire, chiudendo con un chiaro riferimento alle edizioni precedenti: «Non ci bastavano le margherite e le foglie degli scorsi anni».