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Ifigenia alla fine del mondo: il teatro scolastico ennese esplora un futuro distopico

Pubblicato il 17 Giugno 2026 da Letto da 2.119 utenti

Un pubblico numeroso e calorosi applausi hanno accolto la conclusione dello spettacolo portato in scena dagli alunni dell’Istituto Comprensivo «Edmondo De Amicis», plesso Garibaldi di Enna. La rappresentazione ha preso vita al Teatro Comunale F. P. Neglia sotto l’attenta guida di Filippa Ilardo, autrice della drammaturgia e regista. Il progetto ha visto la fondamentale collaborazione di Rosanna Di Cara per le coreografie, Gaetano Alessandra per gli oggetti di scena, Davide Roffinella per le scenografie e Lucio Giunta nel ruolo di tutor. Un percorso formativo intenso ha permesso ai giovani interpreti di unire l’eredità del teatro classico con le urgenze della società odierna.

Il mito classico incontra l’emergenza ambientale

L’opera rielabora la tragica storia di Ifigenia, figlia di Agamennone, destinata al sacrificio per permettere alle navi achee di raggiungere Troia. La narrazione sposta l’azione in un futuro imminente dominato dal collasso ecologico, dai conflitti e dalle profonde disuguaglianze sociali. I detentori del potere in questo scenario apocalittico pianificano una fuga verso Marte per salvarsi dalla rovina. La salvezza esige un tributo crudele e richiede l’immolazione di una giovane donna. Questa premessa innesca una forte riflessione sulle vittime sacrificate oggi in nome del profitto economico e dell’indifferenza generale.

Una rilettura profonda delle figure mitologiche

I personaggi dell’antica Grecia assumono contorni decisamente moderni sulla scena ennese. Cassandra rappresenta la voce inascoltata che avverte dell’imminente catastrofe. Agamennone incarna la figura del politico calcolatore che promette facili vie d’uscita mentre il pianeta affonda. Ulisse simboleggia la fredda logica del compromesso strategico. L’antico oracolo si trasforma in una moderna intelligenza artificiale, in grado di elaborare infinite risposte ma del tutto incapace di offrire certezze sul futuro dell’umanità. Ifigenia emerge non come vittima rassegnata, ma come donna matura che abbraccia consapevolmente il proprio destino.

Un cast numeroso per una messa in scena suggestiva

Immagini sceniche di grande impatto visivo hanno caratterizzato l’intera rappresentazione. Corpi in movimento si sono trasformati in paesaggi umani per raccontare lo smarrimento di intere comunità in fuga. Le coreografie hanno amplificato l’intensità emotiva della narrazione e reso lo spazio teatrale un luogo di pura interrogazione collettiva. Il palcoscenico ha accolto le esibizioni di Andrea Alessandra, Elia Barbarino, Rebecca Bruno, Chiara Buscemi, Ursula Caccamo, Rebecca Campione, Calogero Costa, Vincenzo Costa, Mariarosa Cravotta, Luca Di Barca, Marzia Di Gangi, Gloria Di Maggio, Rokaya Erja, Hanae Erja, Gaia Ferrara, Dorotea Gallone, Francesca Giuffrida, Leonardo Gulizia, Gabriele Ingrà, Agnese La Torre, Mattia Leonora, Gaia Mattiolo, Rachele Nasonte, Viola Palermo, Andrea Pellegrino, Andrea Pirrera, Cloe Prestipino, Giuseppe Romano, Francesco Scaduto, Melissa Tamburella, Giorgia Tanasi, Enrico Todaro e Cloe Tumminelli.

L’impegno per la legalità e la crescita civile

L’iniziativa si inserisce a pieno titolo nel progetto educativo «Legalità in scena: teatro per la convivenza civile». La Dirigente Scolastica Marinella Adamo sostiene fermamente questa visione e continua a puntare sulla cultura come imprescindibile motore di sviluppo umano. L’esperienza vissuta dai ragazzi dimostra l’efficacia del teatro come strumento pedagogico capace di stimolare il senso critico e la partecipazione attiva. L’incontro tra l’istituzione scolastica e la passione per il palcoscenico ha regalato alla città un momento di profonda riflessione sulla conoscenza di sé e del mondo che ci circonda.

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