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Crisi Rizzani de Eccher, a rischio il completamento della tratta ferroviaria Catenanuova-Dittaino

Pubblicato il 16 Giugno 2026 da Letto da 1.926 utenti

Il futuro dei lavori per la realizzazione del Lotto 5 della linea ferroviaria Catenanuova-Dittaino appare estremamente incerto a causa della profonda crisi che ha colpito la Rizzani de Eccher e la società consorziata Chrysas. Le organizzazioni sindacali FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Enna lanciano un forte grido di allarme per le ricadute occupazionali e per il blocco di un cantiere vitale per la viabilità dell’isola. Francesco Mudaro, Luca Gintili e Salvo Carnevale, segretari generali delle tre sigle sindacali, denunciano apertamente la gravità della situazione. «Siamo di fronte a una vicenda che rischia di compromettere il futuro dei lavoratori impegnati nel completamento di un’infrastruttura strategica per il territorio e per l’intera Sicilia», dichiarano i rappresentanti sindacali evidenziando la matrice del comunicato congiunto.

Il rischio di una grande opera incompiuta

Il timore più grande per il territorio ennese è quello di assistere alla nascita dell’ennesima cattedrale nel deserto. Mancano all’appello circa quaranta chilometri di tratta ferroviaria ad alta capacità. I vertici sindacali definiscono questo scenario un paradosso totalmente inaccettabile per lo sviluppo del meridione. «Il rischio concreto è quello di ritrovarci con un’opera incompiuta», spiegano Mudaro, Gintili e Carnevale, sottolineando come un progetto di tale importanza logistica rischi incredibilmente di ridursi a una banale navetta di collegamento tra Catenanuova e Dittaino. I sindacalisti pongono un interrogativo amaro sulla gestione dell’appalto chiedendosi chi possa mai concepire un’opera così assurda.

Lavoratori in cassa integrazione e vertenza bloccata

Da oltre un anno la situazione finanziaria delle aziende coinvolte mostra crepe evidenti e preoccupanti. Le azioni di ristrutturazione del debito, tentate senza sosta negli ultimi quattordici mesi, non hanno prodotto i risultati sperati e la scadenza del concordato preventivo si avvicina rapidamente. Gli operai pagano il prezzo più alto di questa stasi produttiva prolungata. Dallo scorso anno i lavoratori vivono in regime di ammortizzatori sociali affrontando perdite salariali molto pesanti per le economie familiari. Durante un’assemblea tenutasi ieri a Catenanuova, i sindacati hanno illustrato con chiarezza ai presenti tutte le criticità di una vertenza che fatica a trovare sbocchi positivi.

Mobilitazione permanente e appello alla politica

Il peso della crisi aziendale non può gravare esclusivamente sulle spalle degli operai. L’assemblea dei lavoratori ha deciso di autoconvocarsi in forma permanente per mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale sul blocco dei cantieri. Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento tempestivo e deciso da parte delle istituzioni regionali e del governo nazionale. Martedì prossimo i lavoratori definiranno nuove azioni di protesta invitando ufficialmente la deputazione regionale e i sindaci dei comuni interessati dai lavori ad assumere una posizione netta. «Da Roma a Palermo, è arrivato il momento delle risposte», tuonano i segretari pretendendo tavoli operativi per sbloccare i lavori.

Le conseguenze di un binario morto per l’occupazione

La permanenza forzata in un cantiere fermo ha precluso agli operai la possibilità di cogliere valide opportunità lavorative in altri lotti ferroviari attualmente in fase di realizzazione sul territorio siciliano. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil ritengono insostenibile il prezzo sociale imposto a queste maestranze e chiedono garanzie immediate per la continuità operativa. La nota sindacale si chiude con un monito perentorio rivolto ai decisori politici. «La Sicilia non può permettersi l’ennesima incompiuta. I lavoratori non possono continuare a pagare il costo dell’incertezza», concludono i tre segretari generali ribadendo la necessità assoluta di tutelare i livelli occupazionali.

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