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Lago di Pergusa sorvegliato speciale sulla biodiversità

Pubblicato il 28 Maggio 2026 da Letto da 1.774 utenti

Per diagnosticare lo stato di salute del lago di Pergusa non basta fermarsi all’apparenza, osservando solo il volume e la qualità delle acque. Bisogna andare a fondo per capire cosa succede agli organismi vegetali e animali che abitano questo prezioso habitat naturale. Il lago si conferma così un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, capace di attrarre ricercatori da tutto il mondo per studiare l’impatto dei cambiamenti sull’ecosistema.

L’alga carofita sotto la lente d’ingrandimento

L’ultimo lavoro di ricerca vede coinvolto un pool internazionale di studiosi, provenienti da università italiane, spagnole, tedesche e austriache. Sotto la lente d’ingrandimento è finita l’alga carofita Chara canescens, un microrganismo che presenta sia popolazioni sessuali che partenogenetiche. Il progetto, denominato “Biodiversa+ProPartS”, è iniziato nella primavera del 2023 e si concluderà nell’autunno di quest’anno. L’obiettivo primario è comprendere la diversità genetica di quest’alga e promuoverne la conservazione.

L’importanza del monitoraggio per la gestione ecologica

I ricercatori sottolineano l’importanza fondamentale di monitorare questa vegetazione acquatica sommersa, coinvolgendo attivamente gli stakeholder nella gestione ecologica, al fine di sviluppare strategie di conservazione su scala internazionale. Cosa ci racconta la Chara canescens, un’alga verde tipica delle acque salmastre, sulla salute del lago di Pergusa, uno dei pochi bacini naturali della Sicilia?

Un indicatore di vitalità per l’ecosistema lacustre

«Certamente ha spiegato l’evoluzione di questo microrganismo», sottolinea Antonio Aveni, responsabile della riserva del lago di Pergusa. «La sua presenza è stata segnalata per la prima volta nel 1905 e influenza l’ecosistema acquatico attraverso la produzione di ossigeno e di biomassa, fattori fondamentali nel ciclo dei nutrienti dell’intero sistema». In altre parole, quest’alga funziona come una “cartina al tornasole” della biodiversità, confermando la vitalità delle acque del lago.

Popolazione esclusivamente femminile: le evidenze della ricerca

La ricerca, condotta per l’Italia anche dal Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, ha evidenziato un dato significativo: l’attuale popolazione di Chara canescens nel lago di Pergusa è composta esclusivamente da individui femminili. La riproduzione, pertanto, avviene per partenogenesi.

Speranze per il futuro e convegni internazionali

Il fatto che la popolazione, seppur solo femminile, sopravviva nonostante le trasformazioni subite dal lago negli ultimi anni (cambiamenti climatici, urbanizzazione, immissione di acqua dolce) è considerato un dato positivo dagli studiosi. Il monitoraggio continuerà, con la speranza di osservare in futuro un’evoluzione verso una popolazione sessuata, con individui sia maschili che femminili. I risultati definitivi del progetto saranno presentati in due convegni internazionali, a Rostock (Germania) e a Vienna, ai quali è stato invitato anche il Libero Consorzio Comunale di Enna, ente gestore della riserva insieme a Rocca di Cerere Geopark.

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