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Eccezionale scoperta archeologica a Gela, riemerge un tesoretto di monete greche

Pubblicato il 22 Maggio 2026 da Letto da 3.228 utenti

Un eccezionale tesoro monetale di settantuno monete risalenti al quinto secolo avanti Cristo è emerso a Gela durante i lavori per la realizzazione del nuovo Palazzo della Cultura. Il rinvenimento è avvenuto nel sito archeologico di Orto Fontanelle, nel corso di alcune indagini preventive curate dalla Soprintendenza di Caltanissetta. I reperti, costituiti in gran parte da emissioni in argento, si presentano in uno stato di conservazione straordinario che permette una lettura quasi totale dei conî.

Le monete si trovavano custodite all’interno di un piccolo vaso di terracotta, collocato in un ambiente adiacente a un antico sacello. Gli archeologi hanno identificato il ritrovamento come un deposito di natura votiva. Il tesoretto comprende settantuno pezzi, di cui sessantasette in argento e quattro in bronzo, coniati dalle zecche storiche di Agrigento, Gela e Siracusa. Questa diversità di provenienza testimonia l’attività degli scambi e l’importanza economica del centro gelese in epoca greca.

Lo studio scientifico e le prospettive storiche

La scoperta ha suscitato immediato entusiasmo tra i responsabili della tutela del patrimonio culturale. L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, evidenzia la rilevanza scientifica del ritrovamento: «Si tratta di una grande scoperta per l’importanza quantitativa e qualitativa del tesoro rinvenuto e che si aggiunge ai numerosi reperti già recuperati e in fase di studio. Queste monete costituiscono una fonte inestimabile di informazioni perché conservate in un contesto chiuso e inalterato. Dallo studio delle monete, già disposto dalla Soprintendenza, potranno essere tratte ulteriori preziose informazioni sulla storia di Gela in età greca».

La prevenzione che restituisce la storia

Il cantiere, finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, conferma il valore delle attività di tutela preventiva sul territorio. Secondo Daniela Vullo, Soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta, la cura negli scavi rappresenta una risorsa fondamentale: «Ancora una volta, grazie alla costante attività di archeologia preventiva operata dalla Soprintendenza, il sottosuolo di Gela restituisce tesori inestimabili. Questo ritrovamento e l’ottimo stato di conservazione delle monete apre agli studiosi nuovi scenari storici da approfondire e divulgare».

Lo scavo, eseguito lo scorso 19 maggio, porta la firma dell’archeologo Gianluca Calà, che ha operato sotto la direzione scientifica della Soprintendenza e con l’assistenza costante dell’ispettore onorario Antonio Catalano.

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