I dati Inail del primo trimestre del 2026 registrano una crescita preoccupante degli infortuni sul lavoro nella provincia di Enna, in particolare nel settore delle costruzioni. Le denunce complessive sono salite a 245 rispetto alle 187 dello stesso periodo dell’anno precedente, registrando un incremento netto del 31 per cento e la drammatica presenza di un incidente mortale avvenuto a marzo. La Fillea Cgil di Enna ha diffuso una nota dettagliata per denunciare una situazione che definisce drammatica e non riconducibile a semplici oscillazioni della statistica.
I limiti dei controlli e della patente a crediti
Il sindacato punta il dito contro l’organizzazione dei cantieri, dove lo straordinario viene utilizzato in modo smodato e le verifiche sugli orari di lavoro risultano quasi inesistenti. Secondo il segretario generale della Fillea Cgil di Enna, Salvo Carnevale, lo strumento della patente a crediti voluto dal governo sta mostrando tutta la sua inefficacia sul campo. Carnevale sottolinea che «se il sistema non produce selezione reale, se non impedisce alle imprese scorrette di continuare a operare, se non è accompagnato da ispezioni frequenti e da sanzioni effettive, resta un meccanismo più utile alla comunicazione di facciata che alla prevenzione».
La formazione non deve colpevolizzare il lavoratore
La sigla sindacale interviene anche sul recente accordo Stato-Regioni per la formazione in materia di sicurezza. La tesi del sindacato è che le nuove regole non debbano servire a scaricare l’intera responsabilità sui lavoratori. Un operaio addestrato, fa notare Carnevale, non è protetto se il cantiere soffre di una cattiva gestione dei tempi, se il ricorso al subappalto selvaggio frammenta le responsabilità o se manca una vigilanza concreta sul campo.
Oltre le celebrazioni serve un cambio di sistema
La nota della Fillea Cgil critica aspramente l’atteggiamento di alcune associazioni datoriali, accusate di organizzare convegni sulla sicurezza, come in occasione della giornata del 28 aprile, escludendo però i rappresentanti dei lavoratori dal confronto reale. Per il sindacato, la tutela di chi lavora passa da una vera riorganizzazione che limiti gli appalti al massimo ribasso e potenzi il ruolo dei rappresentanti per la sicurezza. Carnevale conclude affermando che «il problema non è la distrazione del singolo lavoratore a cui vengono addossate responsabilità» ma un intero modello produttivo che deve essere profondamente modificato.