Ieri è stato siglato un Protocollo d’intesa strategico tra l’Università degli Studi di Enna “Kore” (UKE), la FISAC CGIL Nazionale e Regionale e lo SPI CGIL Sicilia. L’obiettivo è elaborare un piano d’azione per rilanciare lo sviluppo dell’occupazione e dei settori produttivi della Sicilia. L’accordo, firmato in una data simbolica coincidente con l’emanazione dello Statuto dei lavoratori, segna un passo importante per il futuro economico e sociale dell’isola.
Le sfide del contesto insulare e la risposta del progetto
La Sicilia affronta sfide cruciali, tra cui la complessa gestione delle transizioni tecnologiche, l’inarrestabile spopolamento e divari salariali e pensionistici sempre più marcati. La sinergia tra ateneo e sindacato nasce per rispondere a queste emergenze. Attraverso una ricerca sul campo, l’alleanza studierà a fondo il tessuto industriale, produttivo e sociale dell’isola. Lo scopo è avanzare proposte concrete di sviluppo economico e occupazionale. Un ruolo chiave sarà affidato al settore del credito, motore per industria, agricoltura e terziario, contrastando la desertificazione bancaria dei territori. Si punta inoltre a promuovere un dialogo intergenerazionale per valorizzare i giovani e costruire un welfare solido per la popolazione anziana.
Il ruolo degli studenti e il coordinamento scientifico
Il cuore operativo dell’accordo prevede la collaborazione tra mondo sindacale e accademico per studi e analisi approfondite sul contesto siciliano. Un pilastro del progetto sarà il coinvolgimento diretto degli studenti dell’UKE. Attraverso borse di studio, assegni di ricerca e premi di laurea, gli universitari lavoreranno su temi vitali come legalità, parità di genere e benessere di lavoratori e pensionati. I risultati saranno condivisi con la collettività tramite eventi e seminari scientifici. L’attività scientifica e di ricerca dell’ateneo sarà coordinata dal Dipartimento di Scienze Economiche e Giuridiche dell’UKE. Si uniscono così competenze accademiche e tutela del lavoro per generare benessere sostenibile e nuove opportunità per la Sicilia.