I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Enna hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo che supera i 260 mila euro. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Enna, colpisce un uomo residente a Troina. L’indagato deve rispondere del reato di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali, una condotta che viola direttamente le prescrizioni del codice antimafia. L’operazione rappresenta il traguardo di una complessa attività di polizia giudiziaria che i finanzieri della tenenza di Nicosia hanno condotto con il coordinamento della procura della repubblica di Enna, partendo da mirati controlli di natura economico-finanziaria.
Una polizza vita e un immobile mai dichiarati al fisco
La vicenda affonda le sue radici nel 2016, anno in cui l’indagato aveva ricevuto la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Questo provvedimento faceva scattare un preciso obbligo legale della durata di dieci anni. L’uomo doveva comunicare al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ogni variazione del proprio patrimonio di valore non inferiore a 10.329,14 euro, rispettando il termine tassativo di trenta giorni dall’operazione. Gli accertamenti dei militari, supportati dalle numerose banche dati in uso al corpo, hanno però svelato una realtà ben diversa. L’indagato ha omesso di dichiarare la sottoscrizione di una polizza vita a premio unico dal valore di 250 mila euro, a cui si aggiunge l’acquisto di un fabbricato a Troina per una cifra di circa 13 mila euro.
L’impegno delle fiamme gialle contro i patrimoni illeciti
L’intervento della Guardia di Finanza di Nicosia conferma la costante attenzione dei militari nel contrasto alla criminalità economica. L’obiettivo principale resta l’aggressione ai patrimoni di dubbia provenienza, utilizzando tutti gli strumenti giuridici che la normativa antimafia mette a disposizione per sottrarre risorse finanziarie illecite al circuito legale. Trattandosi della fase delle indagini preliminari, la difesa potrà proporre ricorso contro il sequestro nei successivi gradi di giudizio, i quali potrebbero portare alla revoca del provvedimento, all’esclusione di ogni responsabilità penale e alla restituzione dei beni sequestrati all’avente diritto.