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Barrafranca – Minorenne in gravi condizioni: denunciato il fratello maggiore. Avrebbe sparato con una carabina ad aria compressa

Pubblicato il 18 Maggio 2026 da Letto da 2.838 utenti

Un drammatico incidente domestico, mascherato inizialmente dal silenzio, ha rischiato di trasformarsi in tragedia a Barrafranca, in provincia di Enna. Un ragazzo minorenne è finito in ospedale con ferite gravissime dopo essere stato colpito alle spalle da un colpo di carabina ad aria compressa. La Polizia di Stato ha denunciato a piede libero il fratello maggiore del giovane, ritenuto responsabile di lesioni personali colpose e porto in luogo pubblico di arma senza giustificato motivo.

Una ferita profonda e la corsa disperata in ospedale

I fatti risalgono al tardo pomeriggio del diciannove aprile, quando il minore è arrivato d’urgenza al pronto soccorso locale con una grave ferita alla schiena. I medici hanno riscontrato la frattura di una vertebra e lesioni profonde a fegato e reni, riservandosi la prognosi. Dagli accertamenti clinici è emerso che un piombino metallico di sei millimetri ha attraversato il corpo del ragazzo per ben dodici centimetri. Solo una fortunata coincidenza ha evitato che il proiettile recidesse i vasi sanguigni principali, un impatto che avrebbe causato il decesso del giovane in pochissimi minuti.

Il muro di silenzio e la svolta nelle indagini della Squadra Mobile

Gli investigatori della Squadra Mobile di Enna, sotto il coordinamento della Procura locale, si sono attivati subito per ricostruire la dinamica del ferimento. La prima versione fornita dalla vittima, che sosteneva di non aver avvertito lo sparo e di non aver visto nessuno nei paraggi, è apparsa immediatamente poco credibile agli inquirenti. I poliziotti hanno quindi concentrato l’attenzione sulla cerchia familiare, scontrandosi però con un clima di forte chiusura e ostilità. Nonostante le difficoltà, grazie a perquisizioni mirate e all’analisi accurata delle telecamere di videosorveglianza della zona, gli agenti sono riusciti a ricostruire la verità nelle ventiquattro ore successive all’evento.

Un gioco finito male e il sequestro della carabina ad aria compressa

Messo davanti alle evidenze raccolte, il giovane ferito ha infine confessato che a sparare era stato il fratello maggiore durante un momento di svago finito male. Non si è trattato quindi di un agguato o di un tentato omicidio, ma di un grave incidente domestico. Dopo l’ammissione del minore, il fratello ha indicato il luogo in cui aveva nascosto l’arma, una carabina ad aria compressa dotata di ottica di precisione, che aveva occultato in un fondo agricolo della zona. La Polizia ha sequestrato la carabina e ha denunciato l’uomo alla Procura di Enna. La vicenda evidenzia la necessità di estrema prudenza nel maneggiare armi ad aria compressa, anche quelle di libera vendita, data la loro potenziale pericolosità. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e ricordiamo sempre che  l’indagato non può essere considerato colpevole fino a una sentenza definitiva di condanna.

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