CARA ENNA
Una lettera aperta alla città
Crediamo che esistano momenti, nella storia di una comunità, in cui sia necessario fermarsi, guardarsi attorno, guardarsi negli occhi e trovare dentro di sé il coraggio di riflettere sul proprio tempo, pronunciando parole di verità sul presente e sul futuro. Noi non abbiamo ruoli politici o istituzionali, ma siamo semplici cittadini, parte di quella società civile che si interessa alla condizione della propria città, sente il dovere di contribuire al suo futuro e non vuole restare indifferente al suo destino.
Enna sta vivendo una fase difficile e profonda, forse tra le più complesse della sua storia recente. Una città capoluogo, cuore geografico della Sicilia, custode di storia, cultura e identità, che oggi sembra attraversata da una dolorosa perdita di sé. Come se, lentamente, avesse smarrito la consapevolezza del proprio ruolo, della propria forza, della propria missione.
Eppure non ci mancherebbero gli strumenti per essere altro, per essere di più:
- Il polo universitario, con ben due università e tutto ciò che comporta in termini di ricerca, innovazione, indotto e socialità;
- La prospettiva di un grande polo sanitario legato al Policlinico;
- Il patrimonio materiale e immateriale, capace di richiamare interesse anche a livello internazionale, insieme alle nostre risorse naturali;
- Le eccellenze e le competenze che resistono sul territorio.
Tutto questo dovrebbe portarci a immaginare Enna come una vera città universitaria, una città di servizi e di eccellenza, dove poter crescere, investire, restare. Una città capace di attrarre giovani, energie, idee: un laboratorio straordinario di crescita e rinascita.
E invece, troppo spesso, Enna si è ripiegata su se stessa. Come se avesse smesso di osare, rinunciando a quella spinta fatta di originalità, fantasia e coraggio. Si è lasciata imprigionare da una quotidianità fatta di occasioni perdute e di enunciazioni prive di visione. Ci stiamo spegnendo progressivamente e tutto questo ci preoccupa.
Negli ultimi anni, le liti interne alla politica hanno alimentato un clima pesante e corrosivo. I cittadini hanno assistito troppo spesso a divisioni e personalismi, mentre i problemi veri restavano irrisolti. Avremmo dovuto arginare lo spopolamento e creare opportunità per i giovani, invece si sono inseguite logiche ristrette e protagonismi sterili.
Non possiamo però rassegnarci. Non possiamo rassegnarci a perdere abitanti, giovani ed energia. Non possiamo cullarci nel lento declino di una città vissuta con la valigia pronta. Occorre una scossa morale, culturale e civile. Vogliamo riappropriarci del destino della nostra città immaginando un vero e proprio “risorgimento ennese”. Lo dobbiamo alla nostra comunità e ai nostri giovani.
Il senso di comunità deve tornare centrale. Dovremmo chiederci: cosa è davvero bene per questa città? Cosa è utile alla nostra comunità? Enna ha bisogno di uno scatto d’orgoglio e di una nuova generazione di coscienze. Per questo auspichiamo che questo risorgimento possa trovare, alle prossime elezioni comunali, una guida forte e autorevole. Pensiamo che la candidatura di Vladimiro Crisafulli rappresenti oggi la proposta più solida, credibile e capace di aprire una nuova stagione per la città.
La nostra è una presa d’atto e un invito a compiere una scelta decisiva. Sentiamo il dovere di prendere posizione. Il senso di questa lettera, aperta al contributo di tutti, risiede nell’amore profondo che proviamo per Enna e nella convinzione che questa città possa ancora rialzarsi.
Enna, 16 Maggio 2026
SOTTOSCRIVONO
Biondo Martina, agronomo
Bruno Nietta, imprenditrice
Catalano Franco, imprenditore
Di Serio Massimo, imprenditore
Di Salvo Elisa, docente
Gagliano Rosario, imprenditore
Gervasi Filippo, docente
Giangreco Marzia, imprenditrice
Gravina Fabio, medico
Lo Giudice Gianfranco, imprenditore
Margiotta Giuseppe, ingegnere
Mattiolo Liborio, agronomo
Miceli Dario, imprenditore
Nasca Roberto, imprenditore
Palermo Giovanni, avvocato
Patti Piero, avvocato
Pellegrino Patella Antonio, agronomo
Pregadio Roberto, dirigente sportivo
Rizzo Mario, medico
Rosso Cettina, docente
Savoca Stefania, imprenditrice
Salvaggio Calogero, imprenditore
Severino Fausto, ingegnere
Stanzu’ Floriana, docente
Stompo Luigi, imprenditore
Torre Tommaso, medico
Varelli Fabio, agronomo
Lettera aperta al contributo di tutti