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Termovalorizzatori in Sicilia, pronti i progetti per gli impianti di Palermo e Catania

Pubblicato il 4 Maggio 2026 da Letto da 2.234 utenti

La Regione Siciliana ha ricevuto i progetti di fattibilità tecnica ed economica per i due termovalorizzatori che sorgeranno a Palermo e Catania. La consegna degli elaborati è avvenuta nel pieno rispetto dei tempi previsti e segna un passaggio fondamentale per l’attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. La nuova rete impiantistica siciliana inizia così a prendere forma concreta attraverso il lavoro della struttura commissariale.

Le società Crew Srl, Systra Spa, Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, Ibi Studio Srl e l’ingegnere Corrado Pecora hanno curato la progettazione dettagliata. Il gruppo di lavoro ha completato oltre 700 elaborati che l’ufficio commissariale sta già caricando sulla piattaforma di consultazione pubblica per garantirne la massima trasparenza.

Procedure autorizzative e tempi per la realizzazione

L’amministrazione regionale sta avviando le complesse procedure necessarie per ottenere l’autorizzazione ambientale. Questo iter comprende la Valutazione di impatto ambientale e coinvolge numerosi uffici per la raccolta di pareri e nulla osta. La fase tecnica e burocratica si protrarrà per alcuni mesi prima del decreto di approvazione finale.

Entro la fine dell’anno Invitalia pubblicherà le due gare per la realizzazione degli impianti sotto la stretta vigilanza dell’Anac. Una volta terminata la gara e affidati i lavori la costruzione dei due termovalorizzatori richiederà circa diciotto mesi. L’obiettivo della Presidenza è rendere operativo l’intero sistema integrato del ciclo dei rifiuti entro il 2028.

Un investimento miliardario per l’energia delle famiglie

I due impianti richiederanno un investimento complessivo di circa un miliardo di euro attinti da fondi pubblici. Questa scelta permetterà di non gravare sulle tariffe pagate dai cittadini. I termovalorizzatori avranno una capacità di 600 mila tonnellate annue con una produzione energetica stimata in 450 mila megawattora. Questa energia sarà sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 150 mila famiglie siciliane.

Il progetto rappresenta il tassello finale di un piano più ampio che prevede 9 impianti di selezione e recupero oltre a piattaforme per la differenziata e biodigestori. La strategia punta a portare la Sicilia al 65 per cento di recupero di materia riducendo drasticamente il ricorso alle discariche che dovrà scendere al 10 per cento. Questo cambiamento genererà risparmi per circa 100 milioni di euro a vantaggio di imprese e nuclei familiari.

Le parole del presidente Renato Schifani

Il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario Renato Schifani ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto. Il governatore ha ribadito la volontà di cambiare rotta rispetto al passato per risolvere una emergenza storica.

«Un nuovo passo avanti, procediamo con sempre maggiore determinazione nel rispetto dei tempi previsti per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Sicilia» ha dichiarato Schifani sottolineando l’importanza di superare un sistema basato quasi solo sulle discariche. Secondo il presidente il modello punta ora sull’economia circolare e sulla valorizzazione energetica della parte non riciclabile affermando che «il traguardo è sempre più vicino».

(Nella foto il progetto di Catania)

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