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Scontro a Piazza Armerina sui conti pubblici. Instabili secondo Arena (Pd), solidissimi per l’assessore Di Salvo

Pubblicato il 28 Aprile 2026 da Letto da 3.154 utenti

Il Comune di Piazza Armerina affronta una fase delicata nella gestione della propria cassa e accende il dibattito tra i banchi del consiglio e l’amministrazione. Con la recente delibera numero 70 la Giunta ha autorizzato l’utilizzo di somme vincolate per far fronte a esigenze di liquidità immediate. Il provvedimento permette all’ente di impiegare risorse destinate a scopi specifici per coprire spese ordinarie e obbligatorie come gli stipendi dei dipendenti con l’obbligo di ricostituire i fondi non appena entreranno nuove risorse nelle casse comunali. Questa manovra ha scatenato una reazione immediata da parte dell’opposizione che legge in questa scelta un segnale di profonda instabilità finanziaria.

Le critiche del consigliere Andrea Arena sulla stabilità finanziaria

Il consigliere del Partito Democratico Andrea Arena punta il dito contro quella che definisce una situazione di fragilità preoccupante. Secondo l’esponente dem l’ente soffre di una cronica mancanza di soldi disponibili che obbliga l’amministrazione a manovre d’emergenza. «Il Comune di Piazza Armerina ha un problema di liquidità» spiega Arena evidenziando come l’uso di somme vincolate sia consentito dalla legge solo in via temporanea. Per il consigliere si tratta di un dato politico inequivocabile che dimostra come la situazione finanziaria sia tutt’altro che solida. La preoccupazione principale riguarda la durata di questa gestione che potrebbe trascinarsi fino all’approvazione del bilancio 2026. Arena chiede con forza un’analisi rigorosa delle riscossioni e dei trasferimenti per evitare che il Comune resti intrappolato in un ciclo di emergenze continue.

La posizione dell’assessore Epifanio Di Salvo sulla gestione di cassa

La replica dell’amministrazione non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso le parole dell’assessore Epifanio Di Salvo. Il componente della Giunta respinge le accuse di instabilità e definisce l’utilizzo delle somme vincolate come un atto dovuto previsto dalla normale gestione di ogni ente locale. Di Salvo chiarisce che la legge impone di utilizzare queste risorse proprio per evitare di chiedere anticipazioni alla tesoreria che comporterebbero il pagamento di interessi passivi. L’assessore sottolinea con forza la solidità dei conti comunali citando un risultato di amministrazione che segna un incremento di oltre 4 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Secondo l’amministrazione non esiste alcun rischio di default o crisi di liquidità strutturale ma solo una gestione tecnica oculata in attesa di fondi già stanziati.

Il nodo dei fondi ministeriali e il futuro dei conti cittadini

Al centro della difesa della Giunta c’è anche il credito che il Comune vanta nei confronti dello Stato. L’assessore Di Salvo ha ricordato che l’ente attende lo sblocco di oltre 6 milioni di euro attualmente fermi presso il Ministero. Queste risorse una volta erogate permetterebbero di normalizzare definitivamente i flussi di cassa. L’amministrazione bolla come irresponsabile il tentativo di sollevare polveroni mediatici sulla salute finanziaria della città ricordando che nonostante il dissesto il Comune non ha mai gravato sulle tasche dei cittadini con il pagamento di interessi per anticipazioni bancarie. La sfida ora si sposta sui tempi della burocrazia romana e sulla capacità dell’ente di mantenere questo equilibrio fino al prossimo strumento finanziario senza intaccare i servizi essenziali per la comunità.

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