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Furti in appartamento a Pietraperzia, i Carabinieri arrestano un giovane del posto

Pubblicato il 22 Aprile 2026 da Letto da 1.732 utenti

I Carabinieri della Stazione di Pietraperzia hanno arrestato un giovane pregiudicato del luogo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Enna. Il provvedimento arriva al termine di una mirata attività di controllo del territorio che la Compagnia di Piazza Armerina ha intensificato negli ultimi mesi. L’obiettivo dei militari era quello di porre un freno a una serie di reati contro il patrimonio che avevano creato un clima di insicurezza tra i residenti della zona. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna hanno permesso di fare luce su almeno quattro furti in abitazione consumati con particolare determinazione.

Le tracce digitali e le immagini della videosorveglianza

Il lavoro investigativo si è mosso su due binari principali che hanno portato all’identificazione del presunto autore dei colpi. Da un lato i militari hanno analizzato minuziosamente le registrazioni degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati disseminati sul territorio comunale. Dall’altro hanno seguito le tracce finanziarie lasciate dall’indagato. Il giovane infatti avrebbe utilizzato alcune carte bancomat sottratte durante i furti per effettuare prelievi di contante. Questi elementi incrociati con le testimonianze e i rilievi effettuati sui luoghi dei delitti hanno composto un quadro probatorio solido che punta dritto verso il giovane già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti penali.

La spregiudicatezza dell’indagato e il pericolo per gli anziani

Le condotte emerse nel corso dell’inchiesta hanno mostrato un profilo di particolare pericolosità sociale. L’indagato non si sarebbe limitato a colpire appartamenti vuoti ma in diverse occasioni si sarebbe introdotto nelle abitazioni nonostante la presenza dei proprietari all’interno. Si tratta spesso di persone anziane che si sono ritrovate l’intruso in casa con tutti i rischi connessi a situazioni così delicate. Questa totale mancanza di scrupoli unita alla frequenza degli episodi ha spinto la magistratura a ritenere la custodia in carcere come l’unica misura idonea a tutelare la collettività. I Carabinieri hanno quindi tradotto il giovane presso la Casa Circondariale di Enna dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il principio di presunzione di innocenza

L’attività condotta dai Carabinieri di Pietraperzia rappresenta un segnale forte di presenza dello Stato sul territorio ennese. Bisogna comunque ricordare che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Questo significa che l’indagato deve considerarsi innocente fino a quando non interverrà una sentenza di condanna definitiva o un decreto penale irrevocabile. Resta tuttavia l’efficacia di un’operazione che restituisce serenità a una comunità colpita da fenomeni predatori odiosi soprattutto per le modalità con cui sono stati portati a termine.

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