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SiciliAntica alla scoperta del Villaggio Bizantino di Calascibetta: un tesoro tra storia e natura

Pubblicato il 16 Aprile 2026 da Letto da 1.960 utenti

Sabato scorso la sezione comprensoriale di SiciliAntica, che riunisce i territori di Assoro, Leonforte e Nissoria, ha fatto tappa al Villaggio Bizantino di Calascibetta. L’iniziativa si inserisce in un programma di monitoraggio costante del territorio ennese, volto a riscoprire e valorizzare i siti che necessitano di maggiore attenzione. L’esperienza è stata caratterizzata dall’accoglienza dell’associazione «Hisn Al-Giran», che gestisce il sito con dedizione, e dal supporto tecnico dell’archeologa Marilisa Lo Pumo, la cui guida ha permesso di esplorare un complesso dal fascino millenario, nato come insediamento funerario e trasformato per secoli in abitato rupestre.

Tra grotte monastiche e profumi della macchia mediterranea

Il sito, rimasto popolato fino a pochi decenni fa, conserva testimonianze preziose del periodo bizantino, con grotte che ospitarono comunità monastiche, affiancate da tracce di epoche successive come palmenti e canali di epoca araba. Il vero punto di forza della località risiede nel connubio tra archeologia e ambiente naturale. Ci si ritrova immersi nel Vallone Canalotto, un ecosistema integro dove la storia dell’uomo si fonde con una biodiversità vibrante fatta di essenze e profumi selvatici. Tuttavia, molto resta ancora da svelare: il sottosuolo custodisce tesori non ancora portati alla luce che attendono di essere indagati.

Un appello per finanziamenti e valorizzazione didattica

Per tutelare questo gioiello incastonato nel cuore degli Erei non basta più la semplice ammirazione. Risulta necessario lo stanziamento di nuovi finanziamenti affinché la Soprintendenza possa promuovere campagne di scavo sistematiche per comprendere la reale grandezza storica del sito. Parallelamente, un ruolo cruciale deve essere giocato dalle scuole attraverso la promozione di gite e laboratori didattici. Educare le nuove generazioni alla bellezza e al rispetto del patrimonio identitario è la strada maestra per garantire un futuro a questi luoghi, trasformandoli in un volano di sviluppo economico e occupazionale per i giovani dell’entroterra siciliano.

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