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Sanità siciliana, il grido d’allarme dei laboratori: tra conti in rosso e promesse d’estate

Pubblicato il 16 Aprile 2026 da Letto da 1.683 utenti

Palermo – C’è un’aria pesante quando si parla di salute in Sicilia, una tensione che non riguarda solo i corridoi degli ospedali, ma entra prepotentemente nelle stanze della politica. Ieri, a Palazzo dei Normanni, la VI Commissione “Servizi Sociali e Sanitari” è diventata il palcoscenico di un confronto serrato, quasi un corpo a corpo burocratico, sul contestatissimo decreto assessoriale 418 del 2026. Al centro della scena, un sistema che sembra correre col freno a mano tirato, tra bilanci che non tornano e professionisti che chiedono solo di poter lavorare con certezze.

La sofferenza di chi analizza: le parole di Pietro Miraglia

A dare voce a chi, ogni giorno, gestisce la prima linea della diagnostica è stato il dottor Pietro Miraglia, presidente di Federbiologi Sicilia. Il suo intervento non è stato solo tecnico, ma profondamente umano, intriso della preoccupazione di chi vede le strutture d’analisi – pilastri del territorio – soffocare sotto il peso di una gestione economica che definire zoppicante è un eufemismo.

Miraglia ha parlato di una “forte sofferenza”, una parola che nel linguaggio sanitario fa sempre paura. Il problema? Budget comunicati in ritardo e risorse tagliate quando i giochi sono già fatti. Immaginate di dover gestire un’azienda senza sapere, fino all’ultimo mese, quanto lo Stato vi rimborserà per il lavoro già svolto. È una navigazione a vista che mette a rischio non solo i laboratori, ma il diritto dei cittadini a ricevere esami tempestivi.

Il giallo dei 15 milioni e la promessa dell’assessore Faraoni

C’è poi un punto che grida vendetta: quei 15 milioni di euro destinati alla rivalutazione degli analisti. Risorse che esistono sulla carta, che sono state “benedette” persino dalla Corte Costituzionale, ma che finora sono rimaste chiuse in qualche cassetto polveroso della burocrazia regionale. L’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, ha provato a gettare acqua sul fuoco, aprendo uno spiraglio di luce: le somme dovrebbero finalmente entrare nel bilancio regionale a giugno. Una promessa che sa di boccata d’ossigeno, ma che i sindacati e le associazioni di categoria accolgono con la prudenza di chi ha già visto troppi traguardi spostarsi all’ultimo momento.

Non solo laboratori: un cantiere aperto sulla salute dei siciliani

Ma la seduta,  guidata dall’onorevole Giuseppe Laccoto, è stata un vero e proprio fiume in piena. Non si è parlato solo di provette e bilanci. Sul tavolo sono finite le ferite aperte della nostra isola: dai contratti precari del personale della Fondazione Giglio di Cefalù, all’eterna attesa per il nuovo ospedale di Siracusa, fino alla delicata applicazione della legge 194. Il presidente Laccoto ha lanciato un monito chiaro all’Assessorato: basta decidere nelle stanze chiuse. Serve un confronto preventivo, un dialogo che parta prima che i decreti vengano firmati. Perché la sanità non è fatta solo di numeri, ma di persone che curano altre persone.

Una speranza chiamata dialogo

Cosa resta di questa giornata intensa? Resta la sensazione che qualcosa si stia muovendo, ma che la strada sia ancora tutta in salita. Come ha sottolineato lo stesso Miraglia, l’audizione è un passaggio importante, ma non è il traguardo. La sostenibilità dei servizi territoriali è il cuore pulsante di una Sicilia che non vuole più essere l’ultima della classe. Ora gli occhi sono tutti puntati sulla relazione conclusiva che verrà pubblicata nei prossimi giorni. Noi di StartNews la leggeremo con attenzione, perché tra quelle righe si scrive il futuro della nostra salute.

Redazione di StartNews

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