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Frana di Niscemi, tredici indagati: sotto inchiesta anche quattro presidenti della Regione

Pubblicato il 16 Aprile 2026 da Letto da 1.337 utenti

La Procura di Gela ha iscritto tredici persone nel registro degli indagati in merito alla drammatica vicenda della frana di Niscemi. L’inchiesta si focalizza su un’ipotesi di reato pesante, ovvero il disastro colposo. Al centro degli accertamenti dei magistrati troviamo la gestione del versante collinare che da oltre venti anni manifesta segni evidenti di instabilità. Il movimento franoso ha colpito il cuore del comune nisseno con una progressione costante, ma le autorità non hanno mai messo in sicurezza l’area in modo definitivo. Gli inquirenti puntano ora a ricostruire le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e intervenire per proteggere i cittadini e il territorio da un pericolo noto e documentato.

Dai governatori storici all’attuale presidente Schifani

L’elenco dei soggetti sotto inchiesta scuote i vertici della politica siciliana degli ultimi tre lustri. I magistrati hanno infatti inserito nel registro degli indagati gli ultimi quattro inquilini di Palazzo d’Orléans. La lista comprende Raffaele Lombardo, presidente dal 2008 al 2012, e Rosario Crocetta, che ha guidato la Regione fino al 2017. Figurano inoltre Nello Musumeci, oggi Ministro per la Protezione Civile, e Renato Schifani, attuale governatore in carica dal 2022. Secondo la tesi della Procura, la catena di comando regionale avrebbe omesso gli interventi necessari nonostante la chiara disponibilità di risorse finanziarie dedicate proprio al contrasto del dissesto idrogeologico. Le somme stanziate per la sicurezza del suolo sono rimaste inutilizzate o non hanno prodotto i risultati sperati a causa dell’inosservanza delle norme di sicurezza fondamentali.

La replica dei protagonisti e la fiducia nella giustizia

I quattro presidenti coinvolti hanno accolto la notizia con una reazione improntata alla calma istituzionale. Attraverso note ufficiali e dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, gli ex governatori e l’attuale vertice della Regione hanno espresso la massima serenità. Tutti i soggetti interessati dall’inchiesta rivendicano la correttezza del proprio operato amministrativo nel corso degli anni trascorsi alla guida dell’isola. La convinzione comune è quella di poter dimostrare la piena trasparenza delle scelte compiute di fronte ai magistrati di Gela. La vicenda resta un nodo aperto per la comunità di Niscemi, che da decenni attende risposte concrete per la stabilità del proprio territorio e la fine di un’emergenza che sembra non trovare ancora una soluzione definitiva.

Attilio Franchi per StartNews

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