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Ospedale di Enna: avviata la cardiologia interventistica strutturale

Pubblicato il 13 Aprile 2026 da Letto da 2.100 utenti

Il futuro della medicina cardiaca ha bussato alle porte dell’ospedale Umberto I di Enna segnando un passaggio epocale per l’assistenza sanitaria del territorio. Per la prima volta nella storia dell’azienda sanitaria provinciale sono stati eseguiti tre interventi di cardiologia interventistica strutturale. Si tratta di una disciplina medica d’avanguardia che fino a poco tempo fa era considerata un campo d’azione quasi esclusivo della cardiochirurgia tradizionale a cuore aperto. Ieri questa barriera è caduta grazie al lavoro dell’équipe guidata dal professor Marco Barbanti primario di Cardiologia ed Emodinamica e docente all’Università Kore che ha introdotto procedure minimamente invasive per il trattamento di patologie complesse.

Addio al cuore aperto per i difetti congeniti

La vera rivoluzione risiede nella tecnica utilizzata. Gli interventi hanno riguardato la chiusura del forame ovale pervio una condizione anatomica che interessa circa il 20% della popolazione. Sebbene nella maggior parte dei casi sia innocua in alcuni soggetti questa piccola apertura tra gli atri del cuore può causare complicazioni gravi come l’ictus in età giovanile. «Oggi grazie all’evoluzione della cardiologia interventistica è possibile trattare queste patologie in emodinamica con tecniche molto meno invasive» ha spiegato il professor Barbanti. Rispetto al passato i pazienti non devono più affrontare interventi traumatici ma possono contare su procedure rapide che garantiscono un recupero decisamente più veloce.

Una tecnologia da primato nazionale con il sistema Echo Navigator

L’ASP di Enna non si è limitata a importare una nuova procedura ma lo ha fatto dotandosi di tecnologie che la posizionano ai vertici della sanità italiana. Il reparto utilizza infatti il sistema Echo Navigator un software di imaging integrato di ultimissima generazione che permette una visione amplificata e dettagliata delle strutture cardiache. Questa tecnologia rende ogni manovra più precisa e sicura riducendo i rischi anche nei casi clinici più difficili. Sono pochissimi i centri in Italia a disporre di uno strumento simile e la presenza di tale eccellenza a Enna evita ai cittadini faticosi viaggi della speranza verso altre province o regioni.

Un lavoro di squadra per la sanità del territorio

Il successo di questa giornata è il frutto di un coordinamento multidisciplinare che ha coinvolto i medici Lorenzo Scalia Chiara Barbera Roberta Adamo Claudia Reddavid e Daniela Russo supportati dalla dottoressa Maria Elena Di Salvo insieme a un’équipe affiatata di infermieri e tecnici. Il Direttore Generale Mario Zappia ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto sottolineando come la sanità ennese stia crescendo rapidamente mettendo al centro i bisogni dei cittadini. L’obiettivo della direzione strategica è chiaro: elevare costantemente la qualità delle cure interne affinché l’ospedale di Enna diventi un polo di riferimento per l’alta specialità cardiovascolare in tutta la Sicilia centrale.

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