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Tentata truffa del falso carabiniere a Barrafranca, denunciati due giovani catanesi

Pubblicato il 7 Aprile 2026 da Letto da 1.671 utenti

I Carabinieri della Stazione di Barrafranca hanno individuato e denunciato due giovani catanesi, poco più che ventenni, ritenuti responsabili di una tentata truffa aggravata ai danni di anziani. L’operazione, coordinata dalla Compagnia di Piazza Armerina, è scattata a seguito della chiamata al 112 da parte di una pensionata del luogo. La donna aveva ricevuto una telefonata sospetta da un uomo che, spacciandosi per un maresciallo dell’Arma, le aveva riferito che la sua auto era stata coinvolta in una rapina. Per risolvere i presunti problemi legali, la vittima avrebbe dovuto consegnare denaro o gioielli a un incaricato in abiti civili che si sarebbe presentato poco dopo presso la sua abitazione.

Il finto maresciallo e il complice alla porta della vittima

Mentre la donna riceveva le istruzioni telefoniche, un giovane vestito con abiti scuri ha effettivamente iniziato a suonare il citofono, stazionando davanti alla porta d’ingresso. Invece di aprire, la pensionata ha mantenuto il sangue freddo e ha contattato le forze dell’ordine vere. I militari, intervenuti immediatamente, hanno rintracciato i due soggetti nel centro abitato. Dagli accertamenti condotti è emerso che i due avevano già tentato, nel corso della stessa giornata, altri colpi simili con lo stesso modus operandi ai danni di altri residenti barresi. La Procura della Repubblica di Enna ha convalidato il sequestro del materiale probatorio trovato in possesso dei fermati.

I consigli dell’Arma per prevenire i raggiri ai danni degli anziani

Questo episodio offre lo spunto per una nuova campagna di sensibilizzazione verso la cittadinanza su un fenomeno purtroppo ancora diffuso. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna ricorda che nessun appartenente alle Forze di polizia chiederà mai la consegna di denaro, gioielli o beni preziosi, a qualsiasi titolo. In presenza di telefonate sospette o di sconosciuti che si presentano alla porta chiedendo pagamenti per presunte spese legali di familiari o cauzioni, è indispensabile rivolgersi subito al numero unico di emergenza 112. La prevenzione passa anche attraverso la diffusione di materiale informativo presso farmacie e studi medici, oltre agli incontri periodici organizzati nei centri anziani del territorio.

Lo stato delle indagini e la presunzione di innocenza

Le autorità precisano che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, le persone coinvolte non possono essere considerate colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva o di un decreto penale di condanna irrevocabile. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità dei due giovani in episodi analoghi avvenuti nella provincia.

(la foto è stata generata con l’IA. I personaggi sono di fantasia)

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