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Il caso Enna agita il Partito Democratico e rimescola le alleanze

Pubblicato il 4 Aprile 2026 da Letto da 1.620 utenti

ENNA – La candidatura di Mirello Crisafulli alla carica di sindaco di Enna provoca un terremoto politico che scuote il fronte progressista e accende i riflettori dei vertici nazionali. L’ex parlamentare di 76 anni è stato indicato dal Partito Democratico locale come la figura di riferimento per la corsa elettorale di maggio, una scelta che ha però prodotto una frattura immediata e profonda tra gli alleati tradizionali del centrosinistra.

La decisione del direttivo cittadino di puntare su un profilo storico come quello di Crisafulli ha allontanato il Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi e sinistra, Italia Viva e il gruppo Controcorrente. Le critiche sono durissime e descrivono il candidato come una figura esplicitamente divisiva, capace di rompere l’idea stessa di campo largo proprio mentre cerca di guardare verso altri schemi politici. Al contrario, Crisafulli ha già incassato l’appoggio di Cateno De Luca, che lo definisce un «usato garantito», e di alcuni esponenti di centrodestra che fino a ieri sedevano nei banchi della giunta uscente.

Il veto del Nazareno e l’incertezza sul simbolo

La vicenda ha varcato i confini provinciali arrivando fino a Roma, dove l’aria che tira non è affatto favorevole. Su indicazione della segretaria Elly Schlein, il responsabile organizzativo Igor Taruffi avrebbe posto un paletto molto chiaro: niente simbolo ufficiale del Partito Democratico a sostegno di Crisafulli. Questa posizione, che filtra con insistenza dagli ambienti vicini al Nazareno, punta a evitare una commistione politica giudicata troppo distante dalla nuova linea del partito.

Il segretario regionale Anthony Barbagallo prova a gettare acqua sul fuoco e smentisce l’esistenza di diktat nazionali, sostenendo che le scelte spettano ai territori. Resta però il nodo dello scioglimento della riserva. Crisafulli non ha ancora confermato ufficialmente se e come intenda scendere nell’agone elettorale. Il dilemma tra una corsa sostenuta dai simboli di partito o una basata esclusivamente su liste civiche rimane il punto centrale di una trattativa ancora aperta a ogni scenario.

La giunta Dipietro si sgretola tra addii e nuovi equilibri

Mentre si discute sui nomi, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Dipietro deve gestire una fase di evidente smobilitazione. Le dimissioni di Nicola De Luca da assessore alle Attività produttive rappresentano solo l’ultimo colpo a un esecutivo che appare ridotto all’osso. Sebbene la lettera ufficiale parli di motivi personali e stima immutata per il primo cittadino, il passaggio di De Luca verso l’orbita di Crisafulli è ormai un fatto politico conclamato.

Questo addio segue quello di Rosario Casapollo e fotografa una giunta che sta letteralmente perdendo pezzi a pochi mesi dalle elezioni.

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