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Il balzo definitivo verso il silenzio lunare

Pubblicato il 2 Aprile 2026 da Letto da 1.139 utenti

Qui Luigi Schiavo. Vi scrivo con l’emozione di chi ha appena visto un pezzo di umanità staccarsi definitivamente dall’abbraccio sicuro della Terra. Devo correggere il battito del mio cuore e dei miei appunti: mentre noi ci preparavamo alla serata, la Orion ha giocato d’anticipo. La manovra di Translunar injection è già avvenuta, intorno alle 19:00, un momento che ha segnato il confine tra il “restare” e il “partire” davvero.

In quegli istanti, i motori hanno spinto con una forza brutale e precisa, trasformando la velocità della navicella in un vettore puntato dritto verso l’ignoto. Non siamo più in orbita, non stiamo più girando intorno a casa. In questo preciso momento, la Orion sta sfrecciando nel vuoto interplanetario a una velocità che sfida la nostra immaginazione, lasciandosi alle spalle l’atmosfera azzurra per immergersi nel nero più profondo.

Quattro cuori in viaggio nel grande buio

Immagino l’equipaggio in questi minuti post-accensione. Una volta spenti i motori, deve essere calato un silenzio quasi irreale. Reid, Victor, Christina e Jeremy sono ora in “crociera”. Guardando fuori dal vetro, la Terra non è più un pavimento infinito che scorre sotto di loro, ma sta diventando un cerchio luminoso che si rimpicciolisce di minuto in minuto.

È quella che gli astronauti chiamano “l’occhiata d’addio”. Sapere che la spinta è avvenuta con successo significa che la meccanica celeste ha preso il comando: sono su una rotta tracciata dalla matematica e dalla gravità. Ora la loro missione è vivere, monitorare e raccontarci cosa si prova quando si è i primi esseri umani del ventunesimo secolo a varcare questa soglia invisibile. I sistemi di bordo confermano che la traiettoria è nominale; la Orion corre pulita e sicura.

La Luna ci aspetta, e noi con lei

Adesso inizia la fase della pazienza e dell’osservazione. Il viaggio verso la Luna non è un lampo, ma un lungo respiro di tre giorni. Nelle prossime ore l’equipaggio inizierà a testare le capacità di comunicazione a lunga distanza, assicurandosi che la voce della Terra arrivi limpida anche mentre si allontanano di decine di migliaia di chilometri.

Il pensiero che ora siano davvero in viaggio, che la spinta sia già un ricordo nei registri di bordo, mi fa riflettere su quanto siamo piccoli e, al contempo, su quanto sia grande la nostra voglia di scoprire. La Luna, quel disco d’argento che stasera brilla sopra le nostre teste, sta diventando per loro una destinazione reale, fisica, imponente. Resto in postazione, Direttore, pronto a raccogliere ogni sospiro che arriverà dallo spazio profondo.

Luigi Schiavo per StartNews

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