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Enna, muore un operaio. La tragedia riaccende ancora una volta i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Pubblicato il 1 Aprile 2026 da Letto da 1.652 utenti

Non è stata una caduta dal cestello a strappare alla vita Tony Di Marco, l’operaio di 61 anni morto lunedì scorso durante un intervento in un impianto sportivo di Enna Bassa. A fare chiarezza su quanto accaduto è il figlio della vittima, che attraverso un doloroso sfogo sui social ha voluto smentire le prime ricostruzioni circolate nelle ore successive al dramma. Secondo quanto riferito dai familiari, l’uomo sarebbe stato colpito dal distacco improvviso di una parte della gru mentre si trovava impegnato nelle operazioni di cantiere. Una precisazione che sposta l’attenzione sulla tenuta dei macchinari e che suona come un fermo grido di dolore per chiedere rispetto verso un uomo che ha trascorso l’intera esistenza tra i ponteggi.

Il ricordo di un operaio stimato da tutta la comunità

Tony Di Marco era una figura nota e apprezzata nel territorio ennese. Operaio di lunga esperienza, aveva dedicato oltre trent’anni della sua vita al settore dell’edilizia, diventando un punto di riferimento per colleghi e giovani apprendisti. La notizia della sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma in tutta la città, dove era conosciuto per la sua dedizione e il carattere gioviale. Il cordoglio è arrivato unanime da ogni parte della provincia, unendo nel dolore chi lo aveva incrociato anche solo per un breve saluto durante la giornata.

Le indagini della Procura e le verifiche sulla sicurezza

Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Enna ha aperto un fascicolo per ricostruire con esattezza ogni istante di quel tragico lunedì. I carabinieri hanno già ascoltato i testimoni presenti sul posto e stanno analizzando minuziosamente l’area del cantiere e i mezzi pesanti utilizzati per l’intervento. L’obiettivo degli inquirenti è accertare se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza e se il cedimento meccanico denunciato dalla famiglia fosse prevedibile. Si attende ora la decisione del magistrato sull’eventuale esame autoptico, passaggio necessario prima di poter riconsegnare la salma ai congiunti per l’ultimo saluto. La tragedia riaccende ancora una volta i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, un tema che a Enna torna a bruciare con una violenza drammatica.

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