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In Sicilia una cabina di regia per strappare i giovani alla mafia

Pubblicato il 26 Marzo 2026 da Letto da 1.060 utenti

La lotta alla criminalità organizzata in Sicilia segna un passo decisivo verso la fase operativa. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha annunciato stamattina l’istituzione di una cabina di regia dedicata alla piena attuazione della legge regionale antimafia numero 24 del 5 giugno 2025. L’iniziativa, presentata durante un vertice a Palazzo d’Orléans, punta a offrire un’alternativa concreta a minori e famiglie che vivono in contesti di alta densità criminale, garantendo loro protezione sociale e percorsi di inserimento scolastico e formativo. Questa normativa rappresenta un unicum nel panorama legislativo nazionale, ponendo l’istituzione regionale come scudo attivo per sottrarre nuova linfa vitale alle cosche.

Risorse e coordinamento per un modello d’intervento nazionale

Il successo del progetto dipenderà dalla capacità di far dialogare soggetti diversi, dalle prefetture alle università, passando per i tribunali e le aziende sanitarie. «Ho voluto questa cabina di regia – ha spiegato Schifani – perché le norme, per diventare concrete, hanno bisogno di coordinamento, soprattutto quando coinvolgono una pluralità di enti e soggetti». Il governatore ha inoltre confermato l’intenzione di potenziare l’impatto economico della misura: con le prossime variazioni di bilancio verranno stanziati fondi aggiuntivi che si sommeranno ai 3 milioni di euro già disponibili e ai futuri finanziamenti previsti tramite il Fondo sociale europeo. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza siciliana in un punto di riferimento per l’intero Paese.

Il ruolo delle équipe multidisciplinari e il supporto dei tribunali

Il cuore pulsante della legge risiede nel lavoro sul campo delle équipe multidisciplinari. Questi team, composti da psicologi, assistenti sociali ed educatori, avranno il compito delicatissimo di prendere in carico chi decide di voltare le spalle al destino segnato dall’illegalità. Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni, ha espresso grande soddisfazione per l’avvio della fase operativa, sottolineando come la Sicilia stia creando i propri anticorpi proprio partendo dal territorio. «Ricevo richieste di informazioni non solo dall’Italia, ma anche dall’estero – ha sottolineato Di Bella – e sono particolarmente felice del fatto che proprio in Sicilia sia la Regione stessa a creare gli anticorpi». La cabina di regia dovrà ora definire i criteri per l’erogazione delle somme e pianificare gli interventi su base pluriennale per garantire continuità a chi sceglie la libertà.

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