Elly Schlein

Referendum, trionfa il no e Schlein accelera sulla coalizione per il futuro

Pubblicato il 23 Marzo 2026 da Letto da 1.571 utenti

Roma – La segretaria del Partito Democratico ha accolto con soddisfazione l’esito della consultazione referendaria che ha visto la bocciatura della riforma. Il no ha prevalso in modo chiaro, sostenuto da un’affluenza che ha sorpreso molti osservatori e che lancia un monito preciso all’attuale esecutivo. Per Elly Schlein si tratta di un segnale politico inequivocabile rivolto a un governo che si è chiuso nei palazzi del potere. «È una grande responsabilità, ce la sentiamo tutta, quella di organizzare questa speranza perché è chiaro che è stato un no a una riforma sbagliata che non migliora la giustizia per i cittadini» ha dichiarato la leader dem. Secondo la segretaria, il voto rappresenta un messaggio forte a un governo che «chiuso nel palazzo ha smesso di ascoltare le priorità e i bisogni degli italiani». La partecipazione così alta trasforma questo risultato in una base solida per costruire un percorso alternativo che risponda alle reali necessità della popolazione.

Verso l’alternativa con le forze progressiste

La strada verso le prossime sfide elettorali passa inevitabilmente per il dialogo con le altre opposizioni. Schlein ha ribadito la sua volontà di cementare un fronte comune, mostrandosi disponibile anche all’ipotesi delle primarie per la scelta della leadership. «Noi dovremo costruire insieme alle altre forze progressiste un’alternativa che sia all’altezza dei desideri e dei bisogni di queste persone» ha spiegato la segretaria sottolineando la propria postura politica. «Siamo testardamente unitari, sono certa che ci metteremo d’accordo sia su come costruire il programma dell’alternativa, sia sulla modalità per la guida» ha aggiunto Schlein precisando che «in caso di primarie sono disponibile». Il confronto con le altre sigle resta prioritario per creare una proposta politica che sia davvero competitiva contro l’attuale maggioranza.

Lavoro e diritti sociali al centro dell’agenda

Oltre al dato istituzionale la segretaria ha voluto evidenziare le battaglie sociali che il Pd intende rilanciare con forza. Tra queste spicca la proposta sul congedo paritario di cinque mesi pagato al cento per cento per entrambi i genitori, un progetto che ha visto l’ostruzionismo della maggioranza in Parlamento. Schlein ha ricordato come «la destra ha affossato in Parlamento, senza permetterci di discutere, anche delle proposte unitarie fatte con tutte le forze di opposizione». Le vere emergenze rimangono quelle legate alla quotidianità delle famiglie. «Il messaggio politico forte è al governo che deve riflettere sull’esito di questo voto e ricominciare ad ascoltare le vere priorità del Paese: liste d’attesa infinite, salari troppo bassi, caro vita e caro bollette» ha incalzato la leader del Nazareno. Il successo referendario diventa così un volano per rimettere al centro della discussione pubblica la questione economica e salariale.

La spinta decisiva dei giovani e la compattezza del partito

Un dato particolarmente significativo emerso dalle urne riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. Tra i votanti più giovani il no ha raggiunto percentuali altissime a dimostrazione di una consapevolezza civica che non accetta passivamente ogni modifica della Costituzione. Schlein ha promesso un impegno concreto per garantire il diritto al voto dei fuori sede, una battaglia storica per studenti e giovani lavoratori. Le analisi mostrano inoltre un Partito Democratico estremamente compatto. La sfida ora è convincere chi non si era espresso alle ultime elezioni europee. «Questa destra non è imbattibile ma non la batteremo rincorrendola sul suo terreno, ma provando invece a trascinarla sul terreno che sta ignorando, quello della grande questione economica, sociale e salariale di questo Paese» ha concluso la segretaria.

Attilio Franchi per StartNews

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