sigarette

Smantellata nel veneto una fabbrica clandestina di “bionde”: sequestro da milioni di euro. Inchiesta partita da Palermo

Pubblicato il 19 Marzo 2026 da Letto da 822 utenti

Una vera e propria industria del crimine, capace di sfornare milioni di sigarette al giorno nel silenzio della provincia veneta, è stata smantellata dai finanzieri del comando provinciale di Palermo. L’operazione, condotta su delega della Procura europea (Eppo) in collaborazione con i colleghi di Verona, ha portato al sequestro di un impianto produttivo a Castagnaro. All’interno di uno stabilimento di oltre 5 mila metri quadri, i militari hanno rinvenuto macchinari all’avanguardia del valore di circa 2 milioni di euro, in grado di produrre quotidianamente 4 milioni di sigarette pronte per il mercato nero.

Numeri da capogiro per il mercato del contrabbando

Il bilancio dell’intervento descrive un’attività industriale illegale di proporzioni vastissime. Oltre alla fabbrica, le forze dell’ordine hanno sequestrato 17 tonnellate di sigarette già confezionate e 8 tonnellate di tabacco triturato. La rete logistica si estendeva anche nel padovano, tra Monselice e Terrassa Padovana, dove sono stati individuati depositi carichi di materiali per il confezionamento e loghi contraffatti di note multinazionali del settore. Se immessa sul mercato, questa partita di merce avrebbe sottratto alle casse dello Stato e dell’Unione Europea circa 3,5 milioni di euro tra accise e Iva.

Operai fantasma e profitti illeciti stellari

Durante la perquisizione nell’opificio di Castagnaro, i finanzieri hanno scoperto le condizioni degradanti in cui versavano i lavoratori: undici cittadini di nazionalità bulgara e ucraina vivevano in alloggi di fortuna ricavati direttamente all’interno della fabbrica. L’intera struttura era una macchina da soldi impressionante, capace di generare un profitto illecito di 700 mila euro al giorno. Proiettando questi numeri su base annua, il giro d’affari avrebbe superato i 240 milioni di euro, con un danno complessivo per le finanze pubbliche stimato in 160 milioni di euro.

Dalle strade di Palermo alla filiera internazionale

L’indagine ha preso il via proprio dal capoluogo siciliano. Seguendo le tracce di alcuni piccoli sequestri di sigarette effettuati a Palermo, gli investigatori sono riusciti a risalire l’intera filiera di approvvigionamento fino ai centri di produzione nel Nord Italia. Al termine dell’operazione sono state denunciate 13 persone, tra cui i due titolari italiani dell’impianto e gli undici cittadini stranieri, con le accuse di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.

Un contrasto serrato alla criminalità doganale

L’operazione si inserisce in un contesto di monitoraggio costante del territorio che, negli ultimi nove mesi, ha portato a risultati straordinari in diverse regioni italiane. L’attività delle fiamme gialle ha permesso di denunciare complessivamente 33 persone di varie nazionalità e di sequestrare quattro centrali di produzione clandestina. In totale, sono state sottratte al mercato illegale oltre 72 tonnellate di sigarette e 50 tonnellate di tabacco, oltre a mezzi e attrezzature per un valore superiore ai 6 milioni di euro, infliggendo un colpo durissimo alle organizzazioni che gestiscono il traffico internazionale di tabacchi.

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