Giustizia per un deportato di Mazzarino: il Tribunale di Trieste riconosce il risarcimento agli eredi

Pubblicato il 18 Marzo 2026 da Letto da 646 utenti

Il Tribunale Ordinario di Trieste ha emesso una sentenza che scava nel profondo della memoria storica nazionale e restituisce dignità alla figura di G.S., cittadino originario di Mazzarino che conobbe l’orrore della deportazione nazista. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania per i crimini di guerra commessi dalle forze armate del Terzo Reich. Questa decisione rappresenta un passaggio fondamentale per i discendenti dell’uomo, che vedono finalmente sancito un principio di giustizia per le sofferenze patite dal loro congiunto durante il secondo conflitto mondiale.

La battaglia legale per il riconoscimento del danno

La vicenda processuale ha preso il via nell’ottobre del 2022, quando gli eredi dell’uomo hanno deciso di agire legalmente contro la Germania e il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano. L’azione giudiziaria mirava a ottenere il ristoro per i danni patrimoniali e morali subiti dal padre, vittima di crimini contro l’umanità. La ricostruzione dei fatti ha confermato un calvario durato dal ottobre 1944 fino all’aprile del 1945, periodo in cui G.S. subì la cattura e la successiva deportazione in vari campi di concentramento e sterminio, tra cui Dachau e Bergen Belsen, dove fu costretto ai lavori forzati in condizioni disumane.

Le motivazioni del Tribunale e l’imprescrittibilità dei crimini

La decisione del Tribunale di Trieste, depositata il 16 febbraio 2026, ha accolto pienamente le tesi difensive, nonostante le eccezioni sollevate dall’Avvocatura di Stato. Il collegio giudicante ha ribadito il principio della imprescrittibilità dei crimini di guerra. Nelle motivazioni si legge che «il fatto lesivo è integrato dalla cattura, con conseguente deportazione e internamento presso il campo di lavoro, condotta dolosa posta in essere da funzionari del Terzo Reich». I giudici hanno sottolineato come tale condotta abbia leso in modo ingiusto e profondo i beni della libertà personale e della dignità umana, protetti sia dalla Costituzione italiana sia dalle norme internazionali.

Il risarcimento economico e il ruolo del fondo MEF

In seguito a questa pronuncia, i familiari hanno ottenuto il diritto a percepire una somma di 19.320,00 euro a titolo di risarcimento, a cui si aggiungeranno gli interessi legali maturati a partire dal 15 aprile 1945. Come stabilito dalle normative recenti, il pagamento non graverà direttamente sulle casse estere ma avverrà tramite il Fondo per il ristoro delle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità. Questo organismo, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, gestisce la fase esecutiva per conto dello Stato italiano, garantendo che il percorso verso il risarcimento giunga a compimento dopo decenni di attesa.


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