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Primi ristori per il ciclone Harry e la frana di Niscemi, la Regione accelera i pagamenti. Oltre quattro milioni di euro già liquidati

Pubblicato il 17 Marzo 2026 da Letto da 948 utenti

La macchina burocratica regionale prova a cambiare passo per rispondere all’emergenza. In poco più di due settimane dalla chiusura dei termini per le domande, la Regione Siciliana ha già evaso 246 richieste di indennizzo destinate alle attività produttive colpite dal ciclone Harry e dai movimenti franosi di Niscemi. Attraverso il lavoro sinergico tra l’Irfis e l’assessorato delle Attività produttive, sono stati messi in circolo circa 4,6 milioni di euro. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha sottolineato l’impegno degli uffici durante una riunione della cabina di regia a Palazzo d’Orléans.

«Si tratta di un dato concreto che dimostra il lavoro costante di tutti gli uffici coinvolti per garantire a tutti i territori coinvolti una ripartenza in tempi rapidi. L’attenzione del governo è e resta alta» ha dichiarato il governatore. Il piano di aiuti non si ferma qui, visto che nei prossimi giorni verranno erogati ulteriori contributi. L’erogazione proseguirà man mano che i singoli Comuni trasmetteranno i moduli obbligatori previsti dalla normativa nazionale e dall’avviso pubblico regionale.

Interventi sulle coste e la situazione specifica di Niscemi

Parallelamente ai ristori economici, l’amministrazione sta lavorando per rimettere in sesto il litorale dell’Isola in vista della stagione estiva. L’assessorato del Territorio e dell’ambiente ha già rilasciato 156 autorizzazioni per far partire i lavori di ripristino di spiagge e scogliere. Per quanto riguarda invece il territorio di Niscemi, l’iter per i risarcimenti resta legato a un passaggio tecnico fondamentale: il Comune deve inviare i nuovi dati sulla riperimetrazione della zona rossa, aggiornati dopo gli ultimi interventi della Protezione civile nazionale.

La relazione per i fondi europei e la direttiva Bolkestein

L’obiettivo della Regione è adesso quello di attingere alle risorse comunitarie. È quasi ultimata la relazione da presentare al governo nazionale per accedere al Fondo di solidarietà della Commissione europea. Il dossier punta a certificare come i danni causati dal ciclone e dalle frane abbiano superato le soglie minime previste dai regolamenti UE. Tra i punti salienti del documento emergono le profonde modificazioni morfologiche subite dalle coste siciliane, un fattore che la Regione intende utilizzare come leva per richiedere ufficialmente il differimento della direttiva Bolkestein.

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