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Droga e cellulari nel carcere di Enna: notificati ventuno avvisi di garanzia

Pubblicato il 16 Marzo 2026 da Letto da 1.009 utenti

La Polizia di Stato di Enna insieme al Nucleo investigativo regionale della Polizia Penitenziaria di Palermo e al reparto di Enna ha notificato 21 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettante persone. I soggetti coinvolti sono indagati a vario titolo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per l’accesso indebito a dispositivi di comunicazione all’interno della casa circondariale Luigi Bodenza. L’attività coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna ha colpito individui che all’epoca dei fatti risultavano ristretti presso la struttura penitenziaria ennese.

I metodi per introdurre merce illecita dietro le sbarre

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione i canali attraverso i quali la droga e i telefoni entravano nel carcere. Secondo quanto emerso dagli accertamenti gli indagati utilizzavano sistemi ingegnosi per superare i controlli della sorveglianza. Come si legge nel comunicato diffuso dalla Questura di Enna «L’attività di indagine ha consentito di ricostruire le modalità attraverso le quali venivano introdotte illecitamente all’interno del predetto istituto penitenziario sostanze stupefacenti e telefoni cellulari talora occultati all’interno di pacchi postali o capi di abbigliamento».

Palline da tennis come vettori per lo spaccio

Oltre ai pacchi postali gli inquirenti hanno individuato uno stratagemma particolarmente dinamico. Venivano infatti utilizzate delle palline da tennis come contenitori per nascondere piccoli quantitativi di stupefacenti e microcellulari. Queste palline venivano poi lanciate dall’esterno oltre le mura di cinta della struttura nella speranza che arrivassero nelle mani dei destinatari compiacenti. Durante l’intera fase investigativa sono stati eseguiti numerosi sequestri di sostanze e dispositivi elettronici.

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