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Tariffe idriche, l’Ati Enna guarda al modello toscano per tagliare i costi in bolletta

Pubblicato il 12 Marzo 2026 da Letto da 913 utenti

La questione del caro bollette nell’ennese segna un punto di svolta attraverso una nuova sinergia istituzionale. Il presidente dell’Ati Enna, Nino Cammarata, ha incontrato ufficialmente il direttore generale dell’Autorità Idrica della Toscana, Alessandro Mazzei. L’obiettivo del confronto è duplice: da una parte si punta alla rielaborazione della tariffa idrica, dall’altra viene avviata un’analisi dettagliata del contratto di gestione con AcquaEnna. I sindaci del territorio intendono verificare con estrema precisione lo stato di attuazione degli obblighi contrattuali e il rispetto degli impegni assunti dal gestore, con la finalità di garantire maggiore trasparenza e un equilibrio economico più sostenibile per l’utenza.

Le strategie politiche per abbattere i costi degli investimenti

Il nodo centrale resta quello dei costi, tra i più elevati su scala nazionale. Secondo il presidente dell’Ati Enna, la politica deve muoversi lungo direttrici chiare per alleggerire il carico sulle famiglie. «La prima riguarda l’inserimento, già nella prossima manovra finanziaria regionale, di risorse oggi disponibili destinate all’abbattimento di un ingiusto 31% dei costi degli investimenti relativi alle infrastrutture idriche e fognarie che, pur essendo necessari e previsti dalla legge, ricadono attualmente in tariffa sui cittadini» spiega Cammarata nel documento diffuso dall’ente. L’idea è quella di evitare che le grandi opere necessarie al sistema ricadano esclusivamente sulle tasche dei contribuenti locali.

Verso la riforma dell’ambito unico regionale e la perequazione

Oltre ai fondi regionali, la strategia prevede il sostegno a una riforma strutturale del settore. «La seconda direttrice riguarda l’introduzione di un sistema di perequazione regionale, attuabile attraverso la riforma che prevede l’istituzione di un ambito unico regionale» prosegue Cammarata, sottolineando come l’Ati Enna sosterrà con convinzione questo percorso per superare un meccanismo che oggi penalizza fortemente i cittadini del territorio. Si cerca insomma una solidarietà regionale che possa livellare i costi del servizio idrico in tutta la Sicilia, eliminando le attuali disparità.

Confronto con il territorio e rinnovo dei vertici dell’ente

L’azione dell’Ati non si esaurirà nelle stanze istituzionali, ma cercherà il coinvolgimento diretto della base sociale. Nei prossimi giorni è previsto l’avvio di un percorso di confronto con associazioni, comitati civici e rappresentanze locali per costruire un fronte comune a tutela dei cittadini. Questo passaggio precede un momento politico fondamentale per l’ente. «Tra qualche settimana procederemo al rinnovo degli organismi direttivi dell’Ati, con l’elezione del presidente e del Consiglio di amministrazione» conclude il presidente uscente, rimarcando che il lavoro dei sindaci nei prossimi anni dovrà essere centrato proprio su queste prospettive di riforma e di efficientamento del servizio.

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