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Fuorigioco alla violenza: a Enna lo sport scende in campo contro abusi e bullismo

Pubblicato il 10 Marzo 2026 da

Il Csi di Enna e il Comune hanno promosso l’iniziativa «Fuorigioco alla violenza» nelle giornate del 7 e 8 marzo 2026 trasformando l’attività motoria in un potente linguaggio di inclusione e crescita. La manifestazione ha registrato una partecipazione corale che ha unito Prefettura, forze dell’ordine, ordini professionali e associazioni in un fronte comune contro la violenza di genere e il bullismo. Durante la prima giornata ospitata all’Urban Center il dibattito si è concentrato sulla prevenzione educativa con il contributo di numerosi esperti e rappresentanti istituzionali. Un momento di forte impatto simbolico e pratico ha riguardato la consegna di speciali orologi anti-violenza all’associazione DonneInsieme Sandra Crescimanno da parte di Infolife, un supporto tecnologico concreto per la protezione delle vittime. Il presidente territoriale del Csi Salvino Bombara ha ribadito con forza come il gioco di squadra e il rispetto delle regole rappresentino i pilastri fondamentali per scardinare i fenomeni di prevaricazione e costruire una coscienza sociale basata sulla responsabilità individuale.

Le arti marziali e la cultura del rispetto per educare le nuove generazioni

La seconda fase dell’evento svoltasi al Pala Pisciotto in coincidenza con la Giornata internazionale della donna ha messo al centro l’azione pratica e il valore educativo delle discipline da combattimento. Numerose dimostrazioni di karate, judo, krav maga e aikido hanno mostrato al pubblico come le arti marziali costituiscano un percorso di autodisciplina e controllo emotivo utile a gestire la paura e a prevenire l’aggressività. Il presidente nazionale del Csi Vittorio Bosio intervenuto in collegamento ha lodato l’impegno del comitato ennese sottolineando la necessità di trasformare le comunità in luoghi di solidarietà e fratellanza. Il direttore tecnico Luca Ingrassia ha poi evidenziato come lo sport aiuti i giovani a uscire dall’isolamento digitale trasformando il potenziale «branco» in una squadra coesa dove l’empatia sostituisce la sopraffazione. Attraverso masterclass dedicate all’autodifesa consapevole e alla comunicazione assertiva i partecipanti hanno appreso l’importanza di allenare quotidianamente la cultura del consenso, confermando che la pratica sportiva resta uno degli strumenti più efficaci per generare un reale cambiamento culturale nel territorio.

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