La Corte dei Conti denuncia irregolarità diffuse negli enti regionali in Sicilia

Pubblicato il 8 Marzo 2026 da

Il variegato mondo degli enti regionali e delle società partecipate continua a rappresentare una ferita aperta per le finanze pubbliche della Sicilia. Il procuratore regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, Pino Zingale, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha tracciato un quadro preoccupante caratterizzato da una lunga serie di illeciti sistematici. Queste realtà, sia a livello regionale che locale, gravano pesantemente sulla tenuta dei conti pubblici, agendo come vere e proprie zavorre per l’intera gestione finanziaria del socio pubblico.

La necessità di una sezione dedicata

Nonostante le continue sollecitazioni della Procura e delle Sezioni riunite della Corte, la politica regionale continua a non fornire risposte concrete. La richiesta di istituire una sezione di controllo dedicata esclusivamente agli enti regionali rimane inascoltata nelle sedi legislative competenti. Questo scenario crea un vulnus evidente allo Statuto siciliano, proprio in un momento in cui il legislatore nazionale spinge verso un rafforzamento dei poteri di controllo costituzionali. La mancanza di un organo specifico di vigilanza impedisce una gestione trasparente e virtuosa delle risorse destinate alla collettività siciliana.

Il calo delle istruttorie e la lotta agli esposti anonimi

L’attività della Procura nel 2025 registra 1.752 istruttorie, un numero inferiore rispetto alle 2.249 dell’anno precedente. Questa contrazione non deriva da una diminuzione delle irregolarità, ma da un cambio di strategia operativa voluto dal procuratore Zingale. Una nuova direttiva di coordinamento impone l’archiviazione immediata per tutti gli esposti anonimi privi di riscontri fattuali o di una provenienza chiaramente identificabile. L’obiettivo consiste nel filtrare le segnalazioni per concentrare le energie investigative sulle denunce circostanziate, migliorando così l’efficienza complessiva dell’ufficio giudiziario.

Il peso economico del danno erariale

Dietro le carte bollate si celano cifre che pesano come macigni sulle casse della Regione. Nell’ultimo anno, la Procura ha depositato 103 inviti a dedurre, identificando un presunto danno erariale che supera i 20 milioni di euro. Questi dati confermano l’importanza cruciale del lavoro svolto dalla magistratura contabile nel tentativo di recuperare somme sottratte al patrimonio pubblico. L’attività di vigilanza rimane il principale baluardo contro le inefficienze e le gestioni opache che minano costantemente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.

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