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Democrazia partecipata a Enna, l’associazione Petra presenta ricorso al Tar

Pubblicato il 6 Marzo 2026 da

Un comunicato diffuso dal circolo Arci Petra Aps annuncia l’avvio di un’azione legale contro il Comune di Enna. L’associazione ha depositato un ricorso ufficiale al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania per contestare la conclusione della procedura legata alla Democrazia Partecipata 2025. Il gruppo cittadino aveva partecipato al bando pubblico proponendo il progetto culturale intitolato “Enna torna al cinema”. L’iter amministrativo ha sollevato diverse polemiche nelle scorse settimane, generando dubbi sulla regolarità delle operazioni di voto e sulla trasparenza generale dell’intero percorso istituzionale.

Le motivazioni alla base della decisione

La nota stampa chiarisce le ragioni che hanno spinto il sodalizio a rivolgersi ai giudici amministrativi. I promotori sentono una forte responsabilità verso le centinaia di persone che hanno sostenuto l’iniziativa e verso le altre realtà locali coinvolte nella progettazione. L’associazione chiede il rispetto dei criteri di parità di trattamento per tutte le decisioni della pubblica amministrazione. Il ricorso rappresenta una scelta inevitabile davanti al silenzio degli uffici competenti, che non hanno mai chiarito gli aspetti più controversi della vicenda. Il documento critica anche il sarcasmo espresso da alcuni esponenti sui social network, invocando un maggiore rispetto per i cittadini partecipanti.

Il caso delle email finite nello spam

Il procedimento ha mostrato profili di criticità rilevanti durante la delicata fase di conteggio delle preferenze. Gli addetti comunali hanno effettuato due distinti spogli delle schede elettorali per recuperare diverse comunicazioni telematiche finite accidentalmente nella cartella della posta indesiderata. Questo episodio pone enormi interrogativi sulla validità formale della consultazione pubblica. L’obiettivo dell’azione legale non riguarda la vittoria del singolo progetto, ma la garanzia di un procedimento corretto a tutela di tutti i proponenti. La proposta cinematografica aveva comunque raccolto l’adesione di oltre seicentocinquanta residenti, riportando l’attenzione sull’assenza di uno spazio per le proiezioni in città.

Il commento della presidente Barbarino

Il direttivo ringrazia i sostenitori e i gruppi attivi per aver animato il dibattito civico cittadino. I promotori riconoscono all’ente municipale il merito di aver in parte accolto l’idea di base del progetto, pur lamentando la cronica mancanza di risposte chiare e il mancato riconoscimento del lavoro svolto sul territorio. La presidente del circolo, Federica Barbarino, interviene direttamente nel testo della comunicazione. «Non sappiamo se sentirci più orgogliosi per aver intercettato un bisogno reale della città o più rammaricati per le modalità con cui questa vicenda si è sviluppata» dichiara la responsabile. Barbarino sottolinea infine che le istituzioni hanno il preciso dovere di garantire percorsi limpidi quando i cittadini scelgono di mettersi in gioco e di partecipare attivamente alla vita pubblica.

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