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Terremoto di magnitudo 4.5 scuote la provincia di Catania: danni a Ragalna e scuole chiuse

Pubblicato il 4 Marzo 2026 da

Una forte scossa di terremoto ha colpito la provincia di Catania stamattina poco dopo le 7.05, seminando il panico tra i residenti della Sicilia orientale. Secondo i dati elaborati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’evento ha raggiunto una magnitudo di 4.5 con un ipocentro localizzato a una profondità di circa 3.8 chilometri. L’epicentro si trova esattamente sull’Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna. La popolazione ha avvertito distintamente il movimento tellurico in numerosi centri etnei, ma anche ad Augusta e nei quartieri della zona sud di Messina.

Criticità nel centro abitato di Ragalna

Le prime ricognizioni sul territorio segnalano danni materiali proprio nel Comune di Ragalna. In questo centro, la sede del Municipio ha riportato lesioni evidenti e alcuni edifici privati hanno subito crolli parziali delle strutture esterne. Al momento non si registrano feriti tra i cittadini. Il sindaco Nino Caruso ha attivato immediatamente il Centro operativo comunale per coordinare gli interventi della Protezione civile. Le squadre di tecnici comunali sono già impegnate nei sopralluoghi necessari per valutare la staticità degli stabili colpiti e la sicurezza delle aree pubbliche.

Scuole chiuse a Catania e in tutta la provincia

Il sindaco del capoluogo etneo, Enrico Trantino, ha disposto la sospensione delle lezioni in tutte le scuole cittadine per motivi precauzionali. La decisione serve a consentire ai tecnici di effettuare verifiche accurate all’interno dei plessi scolastici prima di ospitare nuovamente gli studenti. «Capisco che a quest’ora provocherà tantissimi problemi a molti genitori e sono dispiaciutissimo, ma spero comprenderanno che la sicurezza è al primo posto», ha dichiarato il primo cittadino spiegando la necessità del provvedimento. Lo stesso stop alle attività didattiche interessa l’intera provincia per garantire controlli capillari su ogni edificio.

Monitoraggio regionale e precedenti attività sismiche

Il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha avviato un monitoraggio telefonico immediato attraverso il servizio di emergenza. Questa procedura permette di raccogliere segnalazioni in tempo reale da tutti i Comuni in cui la scossa è stata percepita con forza, individuando tempestivamente eventuali criticità. Nelle prime ore del mattino, intorno alle 5.12, la rete di rilevamento aveva già registrato un sisma molto più leggero nel mare della costa siciliana nord-orientale. Quell’evento, di magnitudo 2.3 a una profondità di 126 chilometri, non sembra avere collegamenti diretti con la scossa principale che ha scosso il fianco dell’Etna poche ore dopo.

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