Morto Nitto Santapaola: il  boss di Catania condannato all’ergastolo. Era in galera da 33 anni. 

Pubblicato il 3 Marzo 2026 da

La parabola criminale di Benedetto “Nitto” Santapaola si chiude tra le mura del reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano. Il boss, ottantasette anni, è deceduto nelle scorse ore mentre scontava la sua pena detentiva sotto il regime del carcere duro. I medici avevano disposto il suo trasferimento dal penitenziario di Opera a causa del costante peggioramento delle sue condizioni di salute. Ora la procura milanese attende i risultati dell’autopsia per chiarire ogni dettaglio sul decesso dell’uomo che ha guidato per decenni la mafia siciliana.

L’ascesa al vertice di Cosa Nostra

Santapaola ha consolidato il proprio potere nel corso degli anni Settanta. Attraverso una spietata lotta interna ai clan catanesi e l’eliminazione del boss Giuseppe Calderone nel 1978, il capoclan ha assunto il controllo assoluto della città etnea. La sua strategia puntava su un legame indissolubile con l’ala stragista guidata dai Corleonesi di Totò Riina. Questa alleanza ha trasformato il gruppo in una potenza economica e militare in grado di condizionare l’intera Sicilia orientale.

La scia di sangue e gli omicidi eccellenti

La lunga scia di reati attribuiti al boss ha segnato le pagine più oscure della storia repubblicana. I tribunali lo hanno riconosciuto mandante di delitti che hanno scosso l’opinione pubblica italiana. Tra questi figurano l’omicidio del giornalista Giuseppe Fava, l’agguato al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa in via Carini e le stragi del 1992 a Capaci e in via D’Amelio. Ogni sentenza ha contribuito a tratteggiare il profilo di uno degli uomini più feroci che abbiano mai calcato la scena criminale siciliana.

La cattura dopo la lunga latitanza

Le forze dell’ordine hanno interrotto la sua latitanza durata undici anni il 18 maggio 1993. I carabinieri lo hanno sorpreso all’interno di un casolare nelle campagne di Mazzarrone, in provincia di Catania. Da quel momento il boss ha vissuto in isolamento totale all’interno del regime di 41-bis. Nonostante la detenzione, la magistratura ha mantenuto costantemente alta la guardia per verificare l’influenza esercitata dal padrino sui reggenti della famiglia catanese. La morte di Santapaola segna il tramonto definitivo della vecchia guardia che ha guidato la strategia stragista dell’organizzazione mafiosa.

Home Utilità Radio Piazza StartTv Xbazar