Il trionfo dell’emozione: Sal Da Vinci conquista l’Ariston

Pubblicato il 2 Marzo 2026 da

Si è chiusa, tra lacrime sincere e un abbraccio collettivo che ha scaldato il cuore di tutta Italia, la 76esima edizione del Festival di Sanremo. A sollevare il leone dorato, dopo ben diciassette anni di attesa dal suo ultimo passaggio sanremese, è stato Sal Da Vinci con la sua Per sempre sì. Una vittoria che sa di riscatto e di dedizione pura, dedicata alla sua Napoli e a quel “popolo” che, come lui stesso ha raccontato ancora scosso sul palco, lo ha sostenuto in ogni istante di questa cavalcata emozionante.

Non è stata una vittoria facile, né scontata. La classifica, un puzzle complesso costruito tra televoto e giurie, ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Se il cuore del pubblico a casa aveva battuto forte per il giovane talento genovese Sayf, arrivato secondo, e per la grintosa Ditonellapiaga, terza sul podio, il verdetto finale ha premiato la magistrale intensità di Sal. La sua performance, un inno all’amore maturo che non ha paura di sfide e salite, ha saputo creare un ponte invisibile tra la tradizione cantautorale e il battito moderno del Festival.


Un passaggio di consegne storico: arriva Stefano De Martino

Ma Sanremo, si sa, è un organismo vivente che guarda sempre al domani. Proprio sul finire di questa edizione, Carlo Conti — impeccabile padrone di casa — ha sorpreso tutti con un annuncio che segna l’inizio di una nuova era. Con un gesto di rara signorilità e generosità, Conti ha passato ufficialmente il testimone a Stefano De Martino, designandolo come prossimo conduttore e direttore artistico per il 2027.

La reazione di De Martino, visibilmente commosso e con il cuore che batteva a mille, è stata la fotografia più bella di questo passaggio di consegne: “Testa bassa e pedalare”, ha promesso, citando il motto che lo lega al suo predecessore. Sarà lui, il volto ormai simbolo di una Rai giovane e dinamica, a raccogliere l’eredità di un Festival che continua a essere, numeri alla mano, il cuore pulsante della nostra televisione.


I numeri del Festival: tra record e tradizione

Archiviamo questa edizione con dati che confermano quanto l’Ariston resti il centro del mondo per il nostro spettacolo. Con una finale seguita da oltre 11 milioni di spettatori e uno share del 68,8%, il Festival ha superato, in termini di share, molte delle edizioni passate. Certo, confrontarsi con i record stratosferici del biennio precedente è sempre una sfida, ma la sostanza resta intatta: il Festival vive, si evolve e continua a unire generazioni diverse davanti allo schermo.

Tra i momenti da incorniciare, oltre alla vittoria di Sal, restano i premi speciali — come la critica a Fulminacci e la sala stampa a Serena Brancale — e quel tocco di leggerezza che solo una co-conduzione corale, arricchita da volti come Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, sa regalare. Sal Da Vinci ora si prepara a portare la sua Per sempre sì sul palco dell’Eurovision Song Contest: una nuova avventura, per lui e per tutti noi, che non vediamo l’ora di vivere.

Lucia Sansone per Startnews

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