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Gela riabbraccia la sua storia con l’inaugurazione del Museo dei relitti greci

Pubblicato il 25 Febbraio 2026 da

Il mare di Gela restituisce finalmente il suo tesoro più prezioso alla terraferma. È stato inaugurato

Gela riabbraccia la sua storia con l’inaugurazione del Museo dei relitti greci

Un tesoro sommerso torna alla luce a Bosco Littorio

Il mare di Gela restituisce finalmente il suo tesoro più prezioso alla terraferma. È stato inaugurato ieri, nell’area demaniale di Bosco Littorio, il Museo dei relitti greci, una struttura d’avanguardia destinata a custodire e raccontare una delle scoperte archeologiche più importanti del Mediterraneo. Il pezzo forte dell’esposizione è la nave da carico individuata nel 1998 nei fondali di contrada Bulala, a poche centinaia di metri dalla riva, dove rimase sepolta per oltre due millenni sotto uno strato di zavorra e sabbia.

L’opera è il frutto di un investimento imponente da parte dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, che ha stanziato oltre 5 milioni di euro attraverso i fondi Por Sicilia. A questi si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 480 mila euro messo a disposizione dall’Assemblea regionale siciliana per ripristinare gli impianti dopo i ripetuti atti vandalici e i furti di cavi elettrici che hanno rallentato i lavori negli ultimi cinque anni.

Un viaggio nel tempo tra restauro e tecnologia

Il recupero del relitto è stato un percorso lungo e meticoloso, coordinato dalla Soprintendenza di Caltanissetta. I legni dell’imbarcazione, naufragata circa 2.500 anni fa probabilmente a causa di una tempesta, sono stati restaurati nei laboratori specializzati di Portsmouth, in Gran Bretagna. Qui sono stati trattati con tecniche avanzate di impregnazione per sostituire l’acqua marina con polimeri consolidanti, garantendo la conservazione della struttura lignea originale che oggi i visitatori possono ammirare in tutta la sua maestosità.

«Il traguardo raggiunto oggi è un risultato epocale» ha dichiarato l’assessore Francesco Paolo Scarpinato. Secondo l’esponente del governo regionale, questa struttura non è solo un museo, ma un segnale di rinascita per Gela: «Abbiamo donato alla città un progetto di ampio respiro che potrà diventare una tappa di riferimento fondamentale per il turismo archeologico dell’Isola».

Oltre la nave i reperti del carico quotidiano

Il percorso espositivo si snoda su una superficie di 4 mila metri quadrati, dove l’architettura stessa richiama la forma di una carena rovesciata. Oltre ai resti della nave, con il suo lungo paramezzale e il fasciame, sono esposti gli oggetti che costituivano il carico e la vita di bordo: anfore vinarie, pregiata ceramica attica, lucerne e persino piccoli oggetti devozionali come una statuetta di divinità femminile e uno zufolo.

Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, il museo integra spazi moderni come una camera immersiva e postazioni con visori per la realtà virtuale, permettendo al pubblico di rivivere le fasi del viaggio dell’antica imbarcazione. Daniela Vullo, soprintendente di Caltanissetta, ha sottolineato l’orgoglio per un lavoro svolto interamente da tecnici dell’amministrazione: «Il relitto greco ha finalmente raggiunto il suo porto, restituendo identità ai luoghi e ai cittadini».

Informazioni utili per la visita

Il Museo dei relitti greci resterà aperto al pubblico tutti i giorni, osservando una chiusura settimanale il lunedì. Gli orari di visita vanno dalle 9 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Per celebrare l’apertura, l’ingresso sarà gratuito per l’intera prima settimana, dopodiché il costo del biglietto sarà di 6 euro.

, nell’area demaniale di Bosco Littorio, il Museo dei relitti greci, una struttura d’avanguardia destinata a custodire e raccontare una delle scoperte archeologiche più importanti del Mediterraneo. Il pezzo forte dell’esposizione è la nave da carico individuata nel 1998 nei fondali di contrada Bulala, a poche centinaia di metri dalla riva, dove rimase sepolta per oltre due millenni sotto uno strato di zavorra e sabbia.

L’opera è il frutto di un investimento imponente da parte dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, che ha stanziato oltre 5 milioni di euro attraverso i fondi Por Sicilia. A questi si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 480 mila euro messo a disposizione dall’Assemblea regionale siciliana per ripristinare gli impianti dopo i ripetuti atti vandalici e i furti di cavi elettrici che hanno rallentato i lavori negli ultimi cinque anni.

Un viaggio nel tempo tra restauro e tecnologia

Il recupero del relitto è stato un percorso lungo e meticoloso, coordinato dalla Soprintendenza di Caltanissetta. I legni dell’imbarcazione, naufragata circa 2.500 anni fa probabilmente a causa di una tempesta, sono stati restaurati nei laboratori specializzati di Portsmouth, in Gran Bretagna. Qui sono stati trattati con tecniche avanzate di impregnazione per sostituire l’acqua marina con polimeri consolidanti, garantendo la conservazione della struttura lignea originale che oggi i visitatori possono ammirare in tutta la sua maestosità.

«Il traguardo raggiunto oggi è un risultato epocale» ha dichiarato l’assessore Francesco Paolo Scarpinato. Secondo l’esponente del governo regionale, questa struttura non è solo un museo, ma un segnale di rinascita per Gela: «Abbiamo donato alla città un progetto di ampio respiro che potrà diventare una tappa di riferimento fondamentale per il turismo archeologico dell’Isola».

Oltre la nave i reperti del carico quotidiano

Il percorso espositivo si snoda su una superficie di 4 mila metri quadrati, dove l’architettura stessa richiama la forma di una carena rovesciata. Oltre ai resti della nave, con il suo lungo paramezzale e il fasciame, sono esposti gli oggetti che costituivano il carico e la vita di bordo: anfore vinarie, pregiata ceramica attica, lucerne e persino piccoli oggetti devozionali come una statuetta di divinità femminile e uno zufolo.

Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, il museo integra spazi moderni come una camera immersiva e postazioni con visori per la realtà virtuale, permettendo al pubblico di rivivere le fasi del viaggio dell’antica imbarcazione. Daniela Vullo, soprintendente di Caltanissetta, ha sottolineato l’orgoglio per un lavoro svolto interamente da tecnici dell’amministrazione: «Il relitto greco ha finalmente raggiunto il suo porto, restituendo identità ai luoghi e ai cittadini».

Informazioni utili per la visita

Il Museo dei relitti greci resterà aperto al pubblico tutti i giorni, osservando una chiusura settimanale il lunedì. Gli orari di visita vanno dalle 9 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Per celebrare l’apertura, l’ingresso sarà gratuito per l’intera prima settimana, dopodiché il costo del biglietto sarà di 6 euro.

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