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Caso autismo a Enna: la Cgil denuncia l’Asp per il mancato riconoscimento dell’invalidità

Pubblicato il 22 Febbraio 2026 da

La vicenda di un adolescente della provincia di Enna affetto da autismo scuote il panorama della sanità locale e mette in luce le enormi difficoltà che le famiglie devono affrontare per ottenere il riconoscimento della disabilità. I genitori del ragazzo sono stati costretti a rivolgersi al giudice del lavoro per vedere confermata la diagnosi del figlio. Nonostante le certificazioni emesse da diversi centri specializzati l’Azienda sanitaria provinciale di Enna continua a negare lo stato di disabilità gravissima. Questa posizione di fatto impedisce al giovane di accedere ai supporti assistenziali necessari per la sua condizione.

Le dure critiche del sindacato alla gestione dell’azienda sanitaria

Sulla questione è intervenuta con fermezza la Funzione Pubblica Cgil di Enna attraverso un comunicato stampa firmato dal segretario generale Alfredo Schilirò. Il sindacato sottolinea come il giudice abbia già dato ragione alla famiglia con una sentenza che riconosce i sostegni richiesti ma l’Asp ha deciso di impugnare il provvedimento ricorrendo in appello. Secondo Schilirò questo comportamento rappresenta «il classico esempio della sanità nella quale non viene tutelato il diritto all’assistenza e alla disabilità ma viene rincorso solo il profitto». Il segretario parla di una sanità gestita come un’azienda che deve semplicemente far quadrare i conti a fine anno sacrificando il benessere dei pazienti.

L’appello per un’umanizzazione del servizio sanitario

La Cgil esprime grande amarezza per quello che definisce un accanimento delle istituzioni verso le fasce più deboli della popolazione. Il sindacato evidenzia come molti lavoratori siano costretti a rinunciare alle cure per motivi economici a causa di una burocrazia che sembra prevalere sulle necessità umane. «Da cittadini ennesi ci aspettiamo una sanità efficiente a passo d’uomo e una umanizzazione del servizio» aggiunge Schilirò sottolineando la necessità di invertire la rotta rispetto a un sistema sottomesso alle logiche di bilancio.

La richiesta di una commissione medica straordinaria

Per sbloccare la situazione e restituire serenità al nucleo familiare la sigla sindacale ha rivolto un appello diretto al direttore generale dell’Asp Mario Zappia. La proposta è quella di rivedere immediatamente la posizione dell’azienda attraverso la convocazione di una commissione medica straordinaria. L’obiettivo è attestare l’invalidità dell’adolescente nel più breve tempo possibile mettendo fine a un contenzioso che grava pesantemente sulla vita quotidiana di un ragazzo fragile e dei suoi genitori. Si attende ora una risposta dai vertici di via Umberto per capire se prevarrà la linea del rigore burocratico o quella della tutela dei diritti.

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