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Maxi operazione contro le truffe agricole in Sicilia: sei misure cautelari e sequestri per migliaia di euro

Pubblicato il 19 Febbraio 2026 da

La Procura Europea e i Carabinieri dei Reparti per la Tutela Agroalimentare di Salerno e Messina hanno inferto un colpo durissimo a un organizzazione criminale attiva in diverse province siciliane. L’indagine ha portato all’esecuzione di un ordinanza del Gip di Messina che dispone sei misure cautelari nei confronti di altrettanti imprenditori agricoli. Tra i provvedimenti figurano un arresto domiciliare con braccialetto elettronico, un obbligo di dimora e quattro interdizioni dall’attività d’impresa per la durata di un anno. Le accuse a vario titolo sono pesanti: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Il meccanismo della migrazione dei fascicoli aziendali per eludere i controlli

L’inchiesta nasce da un attenta attività investigativa dei militari dell’Arma che hanno individuato una sospetta «migrazione» di numerosi fascicoli aziendali dai Centri di Assistenza Agricola siciliani verso uffici situati nelle province di Salerno e Latina. Questo spostamento di documenti tra regioni diverse non era casuale ma mirava a rendere difficili le verifiche da parte delle autorità competenti. Monitorando i flussi di denaro e i trasferimenti di terreni i Carabinieri hanno scoperto un sistema articolato che traeva in inganno l’organismo pagatore Agea attraverso la creazione di società fittizie e l’inserimento fraudolento in bilancio di terreni mai concessi o dichiarati falsamente come usucapiti.

Sequestri preventivi e decine di indagati nelle province dell’isola

Oltre alle misure restrittive la magistratura ha ordinato il sequestro preventivo di beni e titoli per un valore complessivo che supera i 361.000 euro considerato il profitto parziale dei reati commessi tra il 2018 e il 2022. I sigilli sono scattati su titoli Pac Agea, conti correnti, appartamenti nel Catanese e terreni agricoli nel Messinese. L’operazione ha coinvolto un totale di 22 persone raggiunte da informazioni di garanzia. Gli inquirenti stimano che il giro d’affari illecito legato ai contributi dell’Unione Europea destinati al comparto agricolo sia arrivato a toccare quasi un milione e mezzo di euro.

La tutela degli imprenditori onesti e il ruolo della Procura Europea

L’intervento coordinato dai Procuratori Europei delegati per la Sicilia con sede a Palermo sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nel contrasto alle frodi comunitarie. Questa azione non serve solo a recuperare somme sottratte indebitamente ma punta a proteggere la libera concorrenza e gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole. L’attività dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare si conferma fondamentale per vigilare sui bilanci dello Stato e dell’Unione Europea garantendo che le risorse arrivino a chi ne ha realmente diritto. Per tutti i soggetti coinvolti resta valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità in sede processuale.

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