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La Sicilia sceglie la parità di genere nelle giunte comunali

Pubblicato il 11 Febbraio 2026 da

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato in via definitiva la norma che impone una presenza di genere minima del 40% all’interno delle giunte comunali. Il provvedimento allinea finalmente la Sicilia alla legislazione nazionale, ponendo fine a un lungo periodo di attesa e discussioni. Grazie a questa riforma, ogni sesso dovrà essere rappresentato in modo equo nei governi cittadini, garantendo una partecipazione più bilanciata ai processi decisionali del territorio. L’aula ha dato il via libera a un cambiamento che non riguarda solo i numeri, ma tocca la qualità della democrazia locale.

La determinazione delle deputate regionali

Il risultato raggiunto a Palazzo dei Normanni è il frutto di un lavoro corale che ha visto protagoniste le donne parlamentari di ogni schieramento politico. Superando le barriere ideologiche, le deputate hanno fatto fronte comune per sostenere quella che è stata definita una vera e propria battaglia di civiltà. Le parlamentari Bernardette Grasso, Margherita La Rocca, Luisa Lantieri, Elvira Amata, Giusy Savarino, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, Josè Marano, Nunzia Albano, Serafina Marchetta e Marianna Caronia hanno espresso soddisfazione per l’esito del voto. «Finalmente la Sicilia si adegua ad una norma nazionale che prevede la presenza di genere nelle giunte comunali con la soglia pari al 40% per ciascun sesso rappresentato» hanno dichiarato in una nota congiunta.

Tempi di attuazione e prossime sfide amministrative

Nonostante l’approvazione immediata, l’efficacia della norma non sarà istantanea per tutte le amministrazioni in carica. Il testo prevede infatti che l’obbligo scatti in occasione del rinnovo degli organi comunali, ovvero al momento delle elezioni del sindaco e del consiglio. Le deputate hanno manifestato un pizzico di rammarico per questo rinvio temporale, pur sottolineando il valore storico del traguardo. «Dispiace che l’applicazione sia rimandata al rinnovo degli organi comunali con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Ma già con le amministrative di primavera l’obbligo sarà effettivo» hanno ribadito le parlamentari, confermando che il cambiamento inizierà concretamente con la prossima tornata elettorale siciliana.

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