Malaguarnera e Carnevale

Raddoppio ferroviario Dittaino Catenanuova, i sindacati lanciano l’allarme sul futuro del Lotto 5

Pubblicato il 10 Febbraio 2026 da

La realizzazione del raddoppio ferroviario nella tratta tra Dittaino e Catenanuova attraversa un momento di profonda crisi. Quella che fino a pochi mesi fa appariva come una preoccupazione strisciante oggi si è trasformata in una certezza amara per il territorio ennese. I segretari generali di Cgil Enna e Fillea Cgil Enna, Antonio Malaguarnera e Salvo Carnevale, descrivono una situazione paradossale. Nonostante la piena disponibilità dei fondi e il fermento infrastrutturale che attraversa la Sicilia, decine di operai vivono nel limbo dell’incertezza. Da ottobre la produzione ha subito un forte rallentamento a causa del ricorso agli ammortizzatori sociali, lasciando le maestranze in un clima di precarietà che mette a rischio non solo i redditi delle famiglie, ma anche il completamento di un’infrastruttura vitale per l’intera isola.

L’ombra del concordato preventivo sulla Rizzani de Eccher

Il cuore del problema risiede nelle pesanti difficoltà finanziarie che colpiscono il gruppo friulano Rizzani de Eccher, capofila del consorzio che nel 2022 si è aggiudicato l’appalto da circa 600 milioni di euro per il Lotto 5. La società ha ufficialmente avviato le procedure per il concordato preventivo, una mossa che apre scenari inquietanti per il cantiere siciliano. Dalle interlocuzioni avviate con Rfi emerge un rischio concreto: se il percorso di ristrutturazione del debito dovesse fallire, l’unica alternativa percorribile diventerebbe l’indizione di una nuova gara d’appalto. «Uno scenario che definire disastroso è persino riduttivo» spiegano i vertici sindacali, sottolineando come un nuovo bando significherebbe tempi lunghissimi, cantieri deserti e una perdita secca di occupazione per la provincia di Enna.

La richiesta di garanzie per i lavoratori e il territorio

Dinanzi a una vertenza che ha ormai assunto rilevanza nazionale, la Cgil e la Fillea Cgil chiedono risposte immediate e atti concreti per scongiurare il blocco delle opere. I sindacati pongono tre condizioni essenziali per la risoluzione della crisi: la garanzia della continuità operativa del cantiere, la tutela piena dei lavoratori oggi fermi in contratto di solidarietà e certezze assolute sull’esito della vicenda. Risulta inaccettabile che lo sviluppo della mobilità siciliana resti ostaggio di una crisi finanziaria aziendale mentre il settore edile vive, paradossalmente, una fase di espansione. Il territorio non può permettersi un fallimento collettivo che colpirebbe in modo durissimo le istituzioni, l’impresa e, soprattutto, i lavoratori qualificati che rischiano di vedere passare treni occupazionali irripetibili.

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