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Aggiornamenti dalla missione Artemis II – Riparazioni e probabili selfie lunari

Pubblicato il 9 Febbraio 2026 da

I tecnici della NASA hanno lavorato senza sosta per tradurre i dati telemetrici in azioni concrete. Il “colpevole” del rinvio è stato individuato con precisione: si tratta di una perdita di idrogeno localizzata nel Tail Service Mast Umbilical (TSMU), quella colonna alta tre piani che funge da cordone ombelicale tra la piattaforma di lancio e la base del razzo. Nelle ultime ore, la squadra a terra ha già completato la sostituzione di due guarnizioni primarie nell’interfaccia ombelicale. La sfida dell’idrogeno è nota a chiunque mastichi di spazio: le sue molecole sono così piccole che trovano ogni minuscolo passaggio per sfuggire. Per evitare nuovi intoppi, la NASA ha deciso di aggiungere 30 minuti extra di “hold” (pausa tecnica) durante il prossimo caricamento del carburante, per permettere ai tecnici di gestire eventuali piccole anomalie senza dover fermare il cronometro.

Il primo “iPhone spaziale”: perché è una rivoluzione (non solo tecnologica)

Passiamo a una notizia che sta facendo sorridere molti nel settore, ma che ha un risvolto umano profondo. Per la prima volta, la NASA ha dato il via libera ufficiale agli astronauti per portare a bordo i propri iPhone. Fino a ieri, gli equipaggi erano legati a pesanti reflex Nikon del 2016 o a vecchie GoPro. Immagina la scena: sei davanti allo spettacolo della Luna che sorge sopra l’orizzonte terrestre e devi armeggiare con settaggi complessi. Ora, Reid, Victor, Christina e Jeremy potranno semplicemente tirare fuori lo smartphone dalla tasca della tuta. Jared Isaacman, che sta collaborando strettamente con la NASA, ha sottolineato come questo serva a “umanizzare” la missione. Non vedremo solo foto scientifiche, ma i loro momenti personali, i video per i figli e quei piccoli istinti quotidiani che ci rendono umani anche a 400.000 chilometri di distanza.

Wi-Fi nell’oscurità: come comunicheranno con casa?

Qui entriamo nel mio campo preferito. La capsula Orion sarà dotata di una rete Wi-Fi interna, ma attenzione: non è il Wi-Fi di casa nostra. Non potranno scorrere i social o navigare liberamente su internet.

La connessione funzionerà così:

  • Rete locale: Gli smartphone si collegheranno al sistema di bordo della Orion.

  • Ponte laser (O2O): Per la prima volta, verrà testato il sistema di comunicazione ottica laser. Questo permetterà di inviare dati (comprese le foto degli smartphone) a una velocità di 260 Mbps. Una vera autostrada digitale rispetto alle vecchie radiofrequenze.

  • Il buio della Luna: L’unico momento di silenzio totale sarà quando la Orion passerà dietro la faccia nascosta della Luna. Per circa 41 minuti, il Wi-Fi e le radio saranno muti. Un momento di solitudine assoluta prima di tornare a vedere la Terra.

Cosa fanno gli astronauti mentre aspettano marzo?

Mentre i tecnici stringono bulloni in Florida, l’equipaggio è tornato a Houston. La notizia positiva è che sono stati rilasciati dalla quarantena iniziata il 21 gennaio. Possono finalmente riabbracciare le famiglie e dormire nei propri letti, ricaricando le batterie mentali prima del nuovo isolamento che scatterà a fine febbraio. Nel frattempo, stanno usando questo tempo extra per simulare al simulatore proprio gli scenari di perdita di pressione vissuti durante il test di lunedì scorso.

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