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Enna – Parità di genere e sport inclusivo: il progetto Differenze 2.0 entra nel vivo all’IIS Lincoln

Pubblicato il 6 Febbraio 2026 da

L’interesse degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Lincoln di Enna per il progetto Differenze 2.0 continua a crescere. La seconda settimana di attività, promossa dall’Uisp, ha acceso i riflettori su temi cruciali come la parità di genere e il contrasto alla violenza, argomenti spesso sottovalutati ma di estrema attualità. Durante le prime giornate di incontri, le psicologhe Giulia Pepe e Gaia Di Salvo dell’associazione «Live Your Rainbow» hanno guidato i ragazzi in un percorso di scoperta dell’identità. Attraverso dinamiche di gruppo, i giovani hanno esplorato i concetti di orientamento e identità di genere, imparando a distinguere tra le diverse realtà che compongono il panorama sociale contemporaneo.

Il Role Playing per comprendere la violenza e il privilegio

Uno dei momenti più intensi ha riguardato l’attività di «Role Playing». Calandosi nei panni degli altri, gli studenti hanno interpretato scenari complessi legati alla violenza tecnologica. Il comunicato stampa diffuso dai titolari del progetto sottolinea come da queste simulazioni siano scaturite «emozioni e sensazioni come paura, timore, disagio, tristezza, paranoia, incomprensioni, sensi di colpa e rabbia». Il dibattito si è poi spostato sul concetto di privilegio, analizzando come etnia, religione e possibilità economiche possano influenzare il percorso di vita di ognuno. Grazie a una corsa ipotetica su una pista disegnata per terra, i ragazzi hanno toccato con mano cosa significhi subire una discriminazione o godere di un vantaggio sociale, riflettendo sugli stereotipi che condizionano la nostra quotidianità.

Lo sport che abbatte le barriere con il Sitting Volley

La settimana si è conclusa in palestra con i laboratori sportivi curati dalla dottoressa Valentina Puma. Protagonista assoluto è stato il «Sitting Volley», una disciplina che scardina le gerarchie fisiche tradizionali. Non si è trattato di una versione semplificata della pallavolo, ma di una sfida vera e propria che richiede coordinazione e fatica. Come si legge nella nota ufficiale, l’obiettivo è stato comprendere che «le differenze non sono limiti, ma caratteristiche che richiedono adattamento». Il momento di riflessione finale ha evidenziato come l’inclusione non consista nel trattare tutti in modo standardizzato, ma nel creare condizioni di partecipazione attiva per chiunque. Al Lincoln è emersa una nuova consapevolezza: nella vita, così come in campo, non vince chi è più potente ma chi sa collaborare partendo dallo stesso livello.

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