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Astronomia, Febbraio: quando il cielo decide di cambiare i piani

Pubblicato il 6 Febbraio 2026 da

Nello scorso articolo ci eravamo lasciati con il naso all’insù verso le Orse e con un appuntamento cerchiato in rosso sul calendario: il 7 febbraio, il giorno del grande ritorno umano verso la Luna con Artemis II. Ebbene, come spesso accade nell’esplorazione spaziale, la realtà ha deciso di ricordarci chi comanda. Se stavate già preparando le app segnalate da Ada Barbieri per seguire la telemetria in diretta, devo chiedervi di avere ancora un po’ di pazienza. Ma non temete: se l’uomo rallenta, il cielo accelera con una parata di pianeti che ci lascerà senza fiato.

Artemis II: la Luna può attendere (ancora un po’)

Partiamo dalla notizia che sta facendo discutere tutte le agenzie spaziali proprio in queste ore: il lancio di Artemis II è slittato. Durante i test critici sulla rampa (il cosiddetto “Wet Dress Rehearsal”), i tecnici della NASA hanno rilevato alcune perdite di idrogeno liquido. Niente panico: è un problema che avevamo già visto ai tempi di Artemis I, ma quando ci sono quattro esseri umani a bordo — i nostri Reid, Victor, Christina e Jeremy — la prudenza non è mai troppa.

La nuova finestra di lancio si è spostata a marzo 2026. I nostri quattro astronauti hanno lasciato la quarantena e sono tornati a Houston per rifinire l’addestramento. È un po’ come quando un grande spettacolo viene rimandato all’ultimo minuto: l’attesa aumenta il desiderio. Noi di StartNews continueremo a monitorare ogni bullone di quel razzo SLS per voi.

Una parata di giganti nel cielo della sera

Se la tecnologia si prende una pausa, il sistema solare decide invece di mettersi in mostra. Segnatevi questa data: 28 febbraio. Mentre ci avviciniamo alla fine del mese, assisteremo a quella che gli astronomi chiamano una “parata di pianeti”. Sei mondi — Mercurio, Venere, Saturno, Giove, Urano e Nettuno — si troveranno allineati nello stesso settore di cielo poco dopo il tramonto. Venere e Giove saranno le vostre guide: brillano così tanto che li vedreste anche dal centro di Milano o Roma.

  • Mercurio sarà la sfida del mese: il 19 febbraio raggiungerà la sua massima distanza dal Sole, rendendosi finalmente visibile per una breve finestra subito dopo il tramonto. È timido, basso sull’orizzonte, ma trovarlo dà sempre una soddisfazione immensa.

Il Webb e le galassie “Ornitorinco”

Nel frattempo, il telescopio James Webb non smette di stupirci. Vi ricordate i “puntini rossi” di cui parlavamo a metà gennaio? La ricerca è andata avanti e gli scienziati hanno iniziato a chiamare alcune di queste galassie primordiali “oggetti Platypus” (Ornitorinco).

Perché? Perché proprio come l’ornitorinco sfida le classificazioni biologiche, queste galassie mostrano caratteristiche che non dovrebbero stare insieme: sono vecchie ma piccole, polverose ma piene di stelle giovani. L’universo neonato era molto più bizzarro di quanto avessimo immaginato nei nostri modelli matematici.

Appuntamenti per le prossime notti

Nonostante la delusione per il rinvio di Artemis, il cielo di febbraio offre ancora molto:

  • 17 febbraio: Ci sarà un’eclissi solare anulare (il famoso “anello di fuoco”). Purtroppo dall’Italia non vedremo nulla (sarà visibile in Antartide), ma le immagini che arriveranno dalle basi scientifiche polari saranno da togliere il fiato.

  • 24 febbraio: La Luna passerà vicinissima alle Pleiadi, le sette sorelle che abbiamo imparato a conoscere a dicembre. Sarà un quadretto perfetto per una foto ricordo, anche solo con il cellulare.

Il rinvio di una missione è solo un modo per renderla più sicura. Nel frattempo, godiamoci il teatro naturale che non ha bisogno di motori a idrogeno per emozionarci

 

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