ponte sullo stretto

Ciclone Harry, oltre 40 mila firme per dirottare i fondi del Ponte alla ricostruzione

Pubblicato il 5 Febbraio 2026 da

La mobilitazione dei cittadini per la Sicilia orientale ha raggiunto un traguardo significativo superando la soglia delle 40.200 adesioni. La petizione lanciata sulla piattaforma Change.org chiede ufficialmente al Governo nazionale di spostare le risorse finanziarie destinate al Ponte sullo Stretto verso le opere di ricostruzione urgenti dopo il passaggio devastante del ciclone Harry. Il documento che ha raccolto un vasto consenso digitale verrà trasmesso nelle prossime ore alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la protocollazione formale.

La voce dei territori e l’allarme di Nunzio Meli

Il promotore dell’iniziativa Nunzio Meli ha sottolineato la gravità della situazione con parole che descrivono un territorio in ginocchio. Secondo Meli la scelta non è ideologica ma legata alla pura sopravvivenza dei centri abitati. «Il ciclone Harry e la situazione di Niscemi hanno creato delle ferite aperte nelle nostre comunità» ha spiegato il promotore evidenziando come quasi tutta la costa da Messina a Ragusa sia stata dilaniata. Molti lungomari sono stati letteralmente cancellati dalla furia degli elementi e diverse zone dell’entroterra vivono momenti di estrema precarietà.

Emergenza erosione e il dramma di Niscemi

La situazione più critica riguarda la tenuta idrogeologica dei centri urbani e la protezione delle coste. La petizione mette in luce come l’uragano abbia reso le scogliere fragili e pericolanti esponendo borghi marinari e infrastrutture al rischio di sparire con la prossima mareggiata. A Niscemi il quadro appare ancora più drammatico con il paese che sta scivolando a valle a causa di una imponente frana. L’appello sottolinea la necessità di installare barriere frangiflutti a mare per salvaguardare la pesca e il turismo oltre a interventi immediati per stabilizzare i centri abitati minacciati dal dissesto.

Una proposta concreta per la messa in sicurezza

Il cuore della proposta risiede nella gestione dei fondi pubblici attualmente vincolati. I promotori ricordano che le risorse per il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria sono in parte bloccate da una decisione contabile. «I fondi per il Ponte di Messina sono in parte inutilizzabili per via della nota sentenza» ha ribadito Nunzio Meli precisando che destinare queste somme alla ricostruzione permetterebbe di avviare subito i cantieri. L’idea è quella di affrontare l’emergenza ambientale oggi e rifinanziare l’opera del ponte in un secondo momento con la prossima legge di bilancio garantendo così una risposta immediata a chi ha perso tutto.

Difendere il patrimonio e il futuro dell’isola

L’obiettivo della raccolta firme è sollecitare una decisione responsabile da parte dei leader politici per evitare che il costo economico dei danni aumenti nel tempo. La mancanza di interventi protettivi come i pennelli a mare mette a rischio anche aree urbane estese come il lungomare di Catania. La petizione rappresenta il grido di aiuto di migliaia di siciliani che chiedono di dare priorità alla sicurezza delle persone e alla tutela di un patrimonio costiero e cittadino che rischia di essere perduto per sempre.

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