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Violenza e maltrattamenti in famiglia, arrestato un uomo nell’ennese

Pubblicato il 3 Febbraio 2026da

Il personale della Polizia di Stato appartenente alla sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Enna ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale ennese, riguarda un soggetto indagato per i gravi delitti di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di quattordici anni e maltrattamenti in famiglia. Le indagini hanno scoperchiato una drammatica realtà che coinvolgeva non solo la piccola, ma l’intero nucleo familiare composto dalla ex compagna dell’uomo e da altre figlie minorenni.

Il muro di silenzio costruito sulla paura

L’inchiesta ha permesso di ricostruire un calvario durato circa tre anni. L’uomo avrebbe abusato della figliastra sin da quando la ragazzina aveva solo undici anni, imponendo contemporaneamente un clima di terrore a tutti i componenti della casa. La vita quotidiana era segnata da uno stato d’ansia perenne e da regole ferree. Per garantire l’impunità, l’indagato ricorreva a percosse e alla minaccia psicologica costante dell’intervento degli assistenti sociali. L’uomo paventava la possibilità che le bambine venissero separate dalla madre e collocate in diverse strutture se qualcuno avesse osato rivelare quello che veniva definito come il «segreto di famiglia».

Le indagini rapide grazie al Codice Rosso

Gli accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica secondo le procedure previste dal «Codice Rosso», si sono svolti in tempi brevissimi. Gli agenti della Polizia di Stato hanno ascoltato la giovane vittima in un’audizione protetta alla presenza del magistrato titolare del caso. Oltre a queste dichiarazioni, gli inquirenti hanno acquisito elementi fondamentali da persone informate sui fatti e hanno trascritto alcune conversazioni di grande rilievo investigativo. Questo solido quadro indiziario ha permesso alla Procura di richiedere e ottenere la misura cautelare restrittiva per l’indagato.

La presunzione di innocenza e gli accertamenti in corso

Mentre l’uomo è stato trasferito in carcere, la sezione di Polizia Giudiziaria prosegue con ulteriori e delicati accertamenti per definire ogni dettaglio della vicenda. È necessario ricordare che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, secondo il principio della presunzione di innocenza, l’indagato non può essere considerato colpevole fino a quando non interverrà una sentenza o un decreto penale di condanna diventato irrevocabile. La comunità locale resta profondamente colpita dai dettagli di una vicenda che sottolinea l’importanza della vigilanza e della denuncia tempestiva.

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