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Prevenzione e cura del carcinoma prostatico: il confronto tra medici e specialisti a Enna

Pubblicato il 3 Febbraio 2026da

Il carcinoma della prostata rappresenta una delle sfide sanitarie più rilevanti per la popolazione maschile contemporanea. I dati indicano che si tratta del secondo tumore più diagnosticato al mondo tra gli uomini, con circa 1,4 milioni di nuovi casi registrati annualmente. In Italia, la neoplasia è la più comune nel sesso maschile e fa registrare oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno. La prevalenza della malattia è in costante aumento: attualmente sono più di 560.000 gli italiani che convivono con questa diagnosi, un fenomeno legato sia all’allungamento dell’aspettativa di vita sia al perfezionamento delle tecniche di screening e diagnostica.

Il ruolo centrale della medicina territoriale nell’evento formativo

Proprio per affrontare queste tematiche, sabato 31 gennaio si è tenuto presso la sala convegni dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Enna l’evento formativo dal titolo «Prostata: dalla prevenzione alla cura. Approccio per il Medico di Medicina Generale». L’incontro, patrocinato dall’Università Kore e dalla S.I.M.G, ha visto la partecipazione di urologi, oncologi, radioterapisti e medici di base. Il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’Umberto I, Giovanni Bologna, ha aperto i lavori spiegando che l’obiettivo dell’iniziativa non è entrare in ambiti eccessivamente specialistici, ma fornire una panoramica concreta delle opzioni che l’urologia moderna mette a disposizione per una presa in carico condivisa del paziente.

L’importanza della diagnostica precoce e della risonanza magnetica

Durante il convegno è emerso con chiarezza che, sebbene non esistano indicazioni scientifiche per uno screening di massa con il test del PSA nei soggetti senza sintomi, resta fondamentale il ruolo del medico di famiglia nella valutazione del rischio individuale. Un contributo essenziale arriva oggi dalla diagnostica per immagini, come sottolineato dal professor Salvatore Lavalle dell’Università Kore. L’uso appropriato della risonanza magnetica multiparametrica permette infatti di migliorare l’accuratezza della diagnosi e di selezionare con maggiore precisione i pazienti che devono realmente sottoporsi a biopsia, evitando esami non necessari e rendendo il percorso di cura più sostenibile.

L’innovazione tecnologica e la chirurgia robotica a Enna

Uno dei punti focali del dibattito ha riguardato l’evoluzione delle tecniche chirurgiche, analizzata dal ricercatore Enrico Grimaldi. Dalla chirurgia tradizionale si è passati alla laparoscopia fino alla robotica, che oggi garantisce maggiore precisione e tempi di recupero più rapidi. Grazie alla sinergia con l’Università Kore, l’ospedale Umberto I di Enna dispone del robot chirurgico Hugo. Questa tecnologia consente ai pazienti del territorio di accedere a trattamenti d’avanguardia senza dover affrontare trasferte fuori provincia. In chiusura, il presidente dell’Ordine dei Medici, Renato Mancuso, ha ribadito la necessità di strutturare un dialogo sempre più stretto tra ospedale e territorio per garantire una medicina su misura per ogni paziente

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