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Killer dei Nebrodi, la perizia balistica esclude la lite tra le vittime

Pubblicato il 3 Febbraio 2026da

Le indagini sul triplice omicidio dei cacciatori avvenuto sui Monti Nebrodi hanno raggiunto un punto di svolta decisivo che cambia radicalmente la prospettiva degli inquirenti. Antonio Gatani, di 82 anni, insieme ai fratelli Davis e Giuseppe Pino, rispettivamente di 25 e 43 anni, sono stati uccisi frontalmente. Questo dettaglio tecnico, emerso dalle autopsie eseguite presso l’ospedale Papardo di Messina e dalle analisi balistiche, cancella definitivamente la pista dell’omicidio-suicidio o della lite finita in tragedia tra i componenti del gruppo. I tre sono caduti sotto i colpi di un assassino esterno che ha agito con freddezza in quella zona impervia dove le vittime erano state ritrovate senza vita il 29 gennaio scorso.

Caccia al testimone e l’ombra del quarto uomo

L’attenzione degli investigatori della Procura di Patti si è ora concentrata sulla figura di un compagno di caccia abituale di Gatani. L’uomo è stato ascoltato più volte dai carabinieri perché la sua ricostruzione dei fatti presenta diverse zone d’ombra. Un dettaglio in particolare ha attirato i sospetti: un cane da caccia trovato chiuso all’interno di un’automobile, un elemento che mal si concilia con la dinamica di una battuta in corso. La sua versione è al vaglio per capire se possa essere il tassello mancante per ricostruire gli ultimi istanti di vita dei tre cacciatori o se nasconda una conoscenza più approfondita di quanto accaduto in quel lembo di terra siciliana.

Il giallo dei bossoli scomparsi e le celle telefoniche

Il sopralluogo sulla scena del crimine ha rivelato un altro particolare inquietante che suggerisce l’azione di un professionista o di qualcuno che conosceva bene i rischi delle perizie scientifiche. Sul terreno non è stato ritrovato nemmeno un bossolo. Questo significa che l’omicida ha avuto il tempo e la lucidità per raccoglierli tutti prima di fuggire oppure che ha utilizzato un’arma specifica che non espelle i bossoli dopo lo sparo. Parallelamente, gli esperti stanno analizzando i tabulati e i segnali delle celle telefoniche della zona per verificare la presenza di altri soggetti. Si batte con insistenza la pista di cacciatori provenienti dall’area di Barcellona Pozzo di Gotto, forse impegnati in una battuta illegale ai suini neri selvatici e sorpresi dalle tre vittime.

Famiglie in attesa del nulla osta per l’ultimo saluto

Mentre il lavoro degli inquirenti prosegue senza sosta per dare un volto e un nome al killer, le comunità locali restano col fiato sospeso. Le salme di Antonio Gatani e dei fratelli Pino rimangono ancora sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. I funerali sono stati momentaneamente posticipati in attesa che la Procura di Patti conceda il via libera per la sepoltura. Resta il dolore di un intero territorio per una vicenda che ha trasformato una giornata di passione sportiva in una delle pagine più nere della cronaca recente della provincia di Messina.

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