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Sanremo 2026, la notte dei duetti: quando la musica si fa memoria e futuro

Pubblicato il 31 Gennaio 2026da

C’è un’aria strana, quasi elettrica, che si respira nei corridoi del Teatro Ariston quando si parla della serata delle cover. È quel momento in cui il Festival smette di essere una gara e diventa un grande abbraccio generazionale, una festa in famiglia dove però, ogni tanto, qualcuno decide di rovesciare il tavolo. Quest’anno la lista dei duetti sembra un caleidoscopio: c’è chi cerca la “comfort zone” e chi, invece, ha deciso di saltare nel vuoto senza paracadute.

Come spettatrice non posso che emozionarmi davanti a certi accostamenti. Vedere Arisa confrontarsi con la sacralità del Coro del Teatro Regio di Parma in Quello che le donne non dicono mi fa già venire la pelle d’oca; Rosalba ha una voce che sa farsi piccola per poi esplodere, e spero davvero che il coro la culli senza soffocarla. E che dire della “divina” Patty Pravo? Accanto a lei ci sarà Timofej Andrijashenko, primo ballerino della Scala. Con Ti lascio una canzone di Gino Paoli, la musica si trasformerà in pura poesia visiva.


Il fascino degli opposti e le scommesse coraggiose

Ci sono incroci che profumano di storia e di rischio. Prendete Chiello e Morgan: se Marco avrà voce in capitolo sugli arrangiamenti per il brano di Tenco, potremmo assistere a un miracolo. È l’unione di due mondi distanti, due anime “fuori schema”. Allo stesso modo, Ermal Meta e Dardust con Golden hour promettono una piccola rivoluzione: non hanno mai scelto la via più facile, e non inizieranno certo ora.

C’è poi chi gioca con le parole come se fossero specchi. Fulminacci e Francesca Fagnani in Parole parole sono un’intuizione geniale: mi aspetto un “teatro canzone” moderno, dove la seduzione passa per l’intelletto. E a proposito di parole, J-Ax ci porta nel cuore della vecchia Milano con la Ligera County Fam.. Spiegare cos’era la “ligera” (la malavita non armata, “leggera”) mentre canta Cochi e Renato è un tocco di romanticismo d’antan che solo Alessandro poteva regalarci.

Tra nostalgia pop e vibrazioni social

  • Elettra Lamborghini & Las Ketchup (Aserejé): Il 2002 che ritorna. TikTok è già in fiamme e noi siamo pronti a ballare, sperando che la partitura originale resti intatta.

  • Bambole di Pezza & Cristina D’Avena (Occhi di gatto): Una scelta ruffiana? Forse. Ma l’idea di un “punk animato” ci diverte tantissimo.

  • Raf & The Kolors (The riddle): Sorprendente l’omaggio a Gigi D’Agostino. Sarà un momento di energia pura.

  • Samurai Jay, Belén Rodríguez & Roy Paci (Baila morena): Altro giro, altro meme assicurato. Ma con la tromba di Roy, tutto può diventare magico.


Voci che si intrecciano: la melodia al centro

Non mancheranno i momenti più classici, quelli dove la voce è l’unica vera protagonista. Francesco Renga e Giusy Ferreri in Ragazzo solo, ragazza sola promettono una versione lirica e potente. Michele Bravi troverà nel carisma di Fiorella Mannoia il porto sicuro per Domani è un altro giorno, mentre Sal Da Vinci con Michele Zarrillo punta sull’usato garantito, anche se avremmo preferito un pizzico di azzardo in più da parte di Sal.

Bellissimo il ponte generazionale costruito da LDA & Aka 7even con il maestro Tullio De Piscopo: festeggiare i suoi 80 anni sul palco dell’Ariston con Andamento lento sarà un momento di commozione vera. E se parliamo di poesia, non possiamo dimenticare Maria Antonietta, Colombre e Brunori Sas: il loro Mondo non sarà più lo stesso dopo quella sera.

Gli altri duetti in lista:

  • Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso: Su di noi. Un mix di elettronica e jazz che ci accarezzerà.

  • Eddie Brock con Fabrizio Moro: Portami via. Pura coerenza e feeling artistico.

  • Enrico Nigiotti con Alfa: En e Xanax. Due stili opposti per un’esibizione che potrebbe fare la storia.

  • Fedez & Masini con Stjepan Hauser: Meravigliosa creatura. Curiosi di sentire se arriveranno barre originali sui tasti di un violoncello.

  • Levante con Gaia: I maschi. Claudia cerca sfumature lontane da lei, l’attesa è altissima.

  • Luchè con Gianluca Grignani: Falco a metà. Lo slancio c’è, speriamo in un atterraggio morbido.

  • Malika Ayane con Claudio Santamaria: Mi sei scoppiato dentro il cuore. Una sorpresa d’attore per la regina del Festival.

  • Mara Sattei con Mecna: L’ultimo bacio. Elettronica e dolcezza per esplodere finalmente.

  • Nayt con Joan Thiele: La canzone dell’amore perduto. Portare De André ai giovani è una missione nobile.

  • Sayf con Alex Britti e Mario Biondi: Hit the road Jack. Soul purissimo, un terzetto che vorremmo vedere sempre insieme.

  • Serena Brancale con Gregory Porter e Delia: Besame mucho. Internazionalità e classe infinita.

  • Tommaso Paradiso con gli Stadio: L’ultima luna. Un omaggio difficile a Dalla, speriamo nel rispetto dell’originale.

  • Tredici Pietro con Galeffi e Fudasca: Vita. Pietro è un alchimista, e questa unione ci migliorerà la giornata.


L’approfondimento: la solitudine di Angelica Bove

In tutto questo rumore, colpiscono le parole di Angelica Bove. In un’intervista recente, la giovane artista ha dichiarato: “La solitudine mi protegge dal mondo esterno”. È una frase che fa riflettere, soprattutto in un contesto sovraesposto come quello di Sanremo. In un mondo che ci vuole sempre connessi e “social”, Angelica rivendica il diritto di stare nel proprio guscio per preservare la propria arte. Forse è proprio da questo silenzio che nascono le interpretazioni più autentiche.


Gli ultimi tasselli del mosaico: Ditonellapiaga e Leo Gassmann

Nell’elenco precedente avevamo sorvolato su alcuni incroci davvero curiosi. Ditonellapiaga, ad esempio, ha scelto una strada sofisticata e internazionale con The lady is a tramp insieme a Tonypitony. È una collaborazione annunciata, quasi telefonata direbbero i maligni, ma io resto un po’ perplessa sulla scelta del brano: Margherita ha una verve tale che l’avrei vista benissimo a giocare con l’ironia punk-geniale degli Skiantos o degli Elio e le Storie Tese. Eppure, la curiosità di vedere come trasformeranno questo standard jazz in qualcosa di moderno è tanta.

Poi c’è Leo Gassmann. Leo è un ragazzo d’oro, con una sensibilità d’altri tempi. Per la serata delle cover ha deciso di unire il suo cantautorato pop alle venature rock di Aiello in Era già tutto previsto. È una scommessa: il brano di Cocciante è un monumento all’amarezza, e l’energia calabrese di Aiello potrebbe essere la scossa necessaria per dimostrare che, in fondo, “non era tutto previsto” e che la sorpresa è dietro l’angolo.

Un riepilogo per non perdere la bussola

Artista in gara Ospite/i Brano cover
Arisa Coro Teatro Regio di Parma Quello che le donne non dicono
Bambole di Pezza Cristina D’Avena Occhi di gatto
Chiello Morgan Mi sono innamorato di te
Dargen D’Amico Pupo e Fabrizio Bosso Su di noi
Ditonellapiaga Tonypitony The lady is a tramp
Eddie Brock Fabrizio Moro Portami via
Elettra Lamborghini Las Ketchup Aserejé
Enrico Nigiotti Alfa En e Xanax
Ermal Meta Dardust Golden hour
Fedez & Masini Stjepan Hauser Meravigliosa creatura
Francesco Renga Giusy Ferreri Ragazzo solo, ragazza sola
Fulminacci Francesca Fagnani Parole parole
J-Ax Ligera County Fam. E la vita, la vita
LDA & Aka 7even Tullio De Piscopo Andamento lento
Leo Gassmann Aiello Era già tutto previsto
Levante Gaia I maschi
Luchè Gianluca Grignani Falco a metà
Malika Ayane Claudio Santamaria Mi sei scoppiato dentro il cuore
Mara Sattei Mecna L’ultimo bacio
Maria Antonietta & Colombre Brunori Sas Il mondo
Michele Bravi Fiorella Mannoia Domani è un altro giorno
Nayt Joan Thiele La canzone dell’amore perduto
Patty Pravo Timofej Andrijashenko Ti lascio una canzone
Raf The Kolors The riddle
Sal Da Vinci Michele Zarrillo Cinque giorni
Samurai Jay Belén Rodríguez e Roy Paci Baila morena
Sayf Alex Britti e Mario Biondi Hit the road jack
Serena Brancale Gregory Porter e Delia Besame mucho
Tommaso Paradiso Stadio L’ultima luna
Tredici Pietro Galeffi, Fudasca & Band Vita

Lucia Sansone per Startnews

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